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sabato 26 Settembre 2026

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Economia

Il caldo e la siccità riducono il 20% delle uve in collina, la cooperazione è la risposta

Il caldo e la siccità riducono il 20% delle uve in collina, la cooperazione è la soluzione per il settore vitivinicolo romagnolo.

Il caldo e la siccità stanno riducendo il 20% delle uve in collina, un impatto che ha reso necessario un cambio di strategia nel settore vitivinicolo romagnolo. La vendemmia, una pratica che fino a pochi anni fa era legata a ritmi stabili, oggi si svolge sempre prima, talvolta di notte o nelle prime ore del mattino, per preservare la qualità del prodotto e la salute dei viticoltori. La cooperazione, come sottolinea il presidente di Confcooperative Romagna-Estense, è diventata una risposta chiave per non arretrare e mantenere la vocazione produttiva della Romagna.

Le cooperative romagnole: un modello di efficienza e sostenibilità

Le cooperative vitivinicole romagnole, come Agrintesa, Cantina di Faenza, Cantina Forlì-Predappio e Caviro, rappresentano un esempio di efficienza nella gestione della filiera produttiva. Con un totale di 11.500 viticoltori e 36.200 ettari, queste realtà sono presenti in 90 mercati esteri e generano un fatturato di 351 milioni di euro. La cooperazione permette di aggregare risorse, competenze e investimenti, rendendo più accessibili le scelte di reimpianto e gestione dei vigneti. La riduzione delle superfici vitate non deve essere l’unica risposta alle difficoltà del settore, ma una strategia più ampia che tenga conto della sostenibilità economica, del clima e delle prospettive di mercato.

La cooperazione non è solo una modalità di commercializzazione: è economia sociale e presidio del territorio. Genera indotto e mantiene vive le comunità rurali, coinvolgendo trasporti, logistica, meccanica, lavoro, turismo ed enogastronomia. La Romagna ha una precisa vocazione vitivinicola e non dobbiamo arretrare, sottolinea Savini. La cooperazione permette di aggregare produttori, competenze e risorse per sostenere investimenti che una singola impresa difficilmente potrebbe affrontare da sola.

La vendemmia notturna e la meccanizzazione: strumenti per la trasformazione

La vendemmia notturna e la meccanizzazione sono diventati strumenti indispensabili per affrontare le sfide del cambiamento climatico. Raccogliere nelle ore più fresche preserva le caratteristiche delle uve e riduce l’ossidazione, garantendo un prodotto di qualità. La meccanizzazione, inoltre, permette di ridurre i costi e di aumentare l’efficienza del lavoro. La cooperazione, però, non si limita alla commercializzazione: è economia sociale, presidio del territorio e generatore di indotto, coinvolgendo trasporti, logistica, meccanica, lavoro, turismo ed enogastronomia.

Investimenti che la dimensione cooperativa rende più accessibili alle imprese. Le scelte su reimpianto e gestione dei vigneti vanno valutate dentro una strategia più ampia, che tenga insieme sostenibilità economica, clima, disponibilità d’acqua e prospettive di mercato. La Romagna, con la sua vocazione vitivinicola, non può permettersi di arretrare. La cooperazione, insieme all’innovazione e agli investimenti, è la chiave per mantenere la produttività e la competitività del settore in un contesto sempre più complesso. Le cooperative romagnole, con la loro capacità di aggregare produzioni, investimenti e mercati, stanno dimostrando come la cooperazione possa essere una risposta concreta al cambiamento climatico. La Romagna, con la sua vocazione vitivinicola, non può permettersi di arretrare. La cooperazione, insieme all’innovazione e agli investimenti, è la chiave per mantenere la produttività e la competitività del settore in un contesto sempre più complesso.

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