Un casolare sui colli riminesi, dopo anni di abbandono, è tornato a vita grazie a un progetto di recupero e restauro nato da un’idea di famiglia. La Pedrosa, un’esperienza di ospitalità e ristorazione che si fonda sulla tradizione e sulla connessione con il territorio, apre le porte al pubblico dopo un lungo lavoro di riconversione. L’obiettivo è trasformare un luogo privato in un luogo condiviso, dove la storia familiare si intreccia con l’ospitalità e la cucina locale.
Un progetto di famiglia e di comunità
La Pedrosa nasce da un’idea di rinnovata comunità, famiglia e familiarità. Il casolare, che apparteneva alla famiglia Magnani da generazioni, era in stato di abbandono quando Novario Magnani, figlio della famiglia, ha deciso di tornare a casa dopo decenni di assenza. Con il supporto dei figli, ha ripreso in mano il lavoro di restauro, centimetro dopo centimetro, ricostruendo muratura, giardino, piscina e aree verdi. Il progetto di ospitalità, che integra la ristorazione e l’alberghiero, è nato da un desiderio di condivisione e di apertura al pubblico.
La proprietà ha spiegato che “sapevamo di non avere tra le mani una storia qualunque, una che si incontra tutti i giorni. E sapevamo che si trattava di una storia troppo grande per rimanere confinata dentro i nostri ricordi. Volevamo condividerla, aprire le porte di un luogo a noi caro, invitando tutti i nostri ospiti a diventare parte del nostro album di famiglia”.
La cucina legata al territorio
La cucina de La Pedrosa si basa su ingredienti locali: oltre 3mila ulivi, un vigneto e un orto che riforniscono direttamente la cucina. Il ristorante è affidato a Francesco Montemurro, chef classe 1984, formatosi in tre cucine stellate Michelin. La proposta gastronomica è legata direttamente al territorio, con menu in cinque tempi e tre possibilità di percorso degustazione. Disponibili tutti i giorni a cena, i menu guidano alla scoperta della cucina di Montemurro, con percorsi che vanno da cinque portate a sette alla cieca.
Montemurro, che ha lavorato in istituti alberghieri e in ristoranti stellati, ha trovato in La Pedrosa un ambiente in cui il cliente è al centro. “Con la famiglia Magnani è scattata subito un’intesa profonda. Non solo, diciamo, gastronomica, ma soprattutto valoriale”, ha spiegato il chef. La cucina, come l’ospitalità, si basa su un’idea di connessione e di sincero desiderio di far star bene le persone.
La Pedrosa non è solo un agriturismo: è un luogo che racconta una storia. Il casolare, che era un rudere, è tornato a vita grazie a un lavoro di restauro che ha coinvolto la famiglia e i figli. La proprietà ha spiegato che “sapevamo di non avere tra le mani una storia qualunque, una che si incontra tutti i giorni. E sapevamo che si trattava di una storia troppo grande per rimanere confinata dentro i nostri ricordi. Volevamo condividerla, aprire le porte di un luogo a noi caro, invitando tutti i nostri ospiti a diventare parte del nostro album di famiglia”. La Pedrosa, con le sue tre camere, la piscina a sfioro e la cucina di Montemurro, rappresenta un progetto di ospitalità che unisce passato e presente, tradizione e innovazione. Un luogo che non solo offre un’esperienza gastronomica, ma anche un’esperienza di connessione e di condivisione.



