Oggi, 26 settembre, Papa Leone XIV ha incontrato a Parigi una rappresentanza di catecumeni e neofiti durante la seconda giornata del suo viaggio apostolico in Francia. Tra i racconti condivisi, quelli di Giosuè, Marielle e Sophie hanno suscitato emozione e riflessione. Giosuè, ex catecumeno della diocesi di Nanterre, ha raccontato la sua esperienza di conversione, partendo da un’identità di origine maghrebina e una paura di essere giudicato. Marielle, della diocesi di Créteil, ha parlato del suo cammino di fede, iniziato senza educazione religiosa ma con una convinzione profonda in Dio. Sophie, accompagnatrice di catecumeni nella diocesi di Évry, ha sottolineato l’importanza di aiutare le persone a trovare le parole per esprimere la loro fede.
Un ritmo straordinario di crescita nella fede
La Chiesa, attraverso il lavoro dei catecumeni e dei neofiti, sta registrando un incremento significativo. In un anno, oltre ventimila persone hanno completato il loro percorso di conversione. Questo numero, pur non essendo un dato ufficiale, rappresenta un segno di una vitalità crescente. L’Assemblea sinodale provinciale dell’Île-de-France ha visto una partecipazione attiva di questi nuovi fedeli, che si presentano come una parte di popolo di Dio in crescita. L’incontro con il Papa è stato un momento di condivisione e di gratitudine, con una corale e commossa gioia che ha accompagnato la sua visita.
La fede si costruisce attraverso l’accoglienza e l’esperienza. Giosuè, che ha scelto il nome di un personaggio biblico per ispirare la sua vita, ha raccontato come l’accoglienza nella parrocchia abbia superato le sue timidezze. “Ero isolato, non avevo nessuno con cui confidarmi”, ha detto. La sua conversione è iniziata con la lettura di libri e video su internet, ma è stata l’accoglienza dei parrocchiani a portarlo a credere in Gesù.
Storie di fede e di superamento
Marielle, invece, ha parlato del suo cammino di fede, iniziato senza un’educazione religiosa ma con una convinzione profonda. “Ho sempre creduto in Dio”, ha detto, ma si sentiva spesso “fuori posto” durante le messe. La sua fede è cresciuta attraverso l’esperienza con la parrocchia, dove ha trovato un senso di appartenenza. La fede non è solo un atto di credere, ma un cammino di crescita personale.
Sophie, accompagnatrice di catecumeni, ha sottolineato come le persone che si avvicinano alla fede abbiano un bisogno profondo di Cristo. “Un tempo immaginavo che le richieste di battesimo provenissero da persone un po’ smarrite”, ha osservato. “Ora so che i catecumeni hanno sete di Cristo”. La sua esperienza con Marine, una donna che ha superato un’infanzia tormentata, ha mostrato come la fede possa essere un mezzo di liberazione. “Loro non sono ‘i miei’ catecumeni, ma discepoli di Cristo che imparano a conoscere Colui che li chiama”, ha detto Sophie.
Il Papa ha ascoltato con attenzione le testimonianze, che hanno illustrato il lavoro sinodale elaborato e donato da una donna. Questo strumento, che ha accompagnato il Papa durante il suo viaggio, rappresenta un’importante testimonianza del cammino spirituale dei catecumeni. L’esperienza di Giosuè, Marielle e Sophie ha mostrato come la fede possa crescere attraverso l’accompagnamento e l’accoglienza. La Chiesa, attraverso questi racconti, si dimostra in grado di fiorire con un ritmo straordinario, grazie a una comunità che si impegna a trasmettere la fede e a supportare i nuovi fedeli.



