Una docente precaria, dopo aver rifiutato una supplenza a causa di un errore nella gestione dei punteggi, è stata sanzionata e non potrà più lavorare per due anni scolastici. L’errore, che risale a marzo, riguardava la mancata correzione di supplenze svolte in più scuole, causando un punteggio basso e un assegnamento a una scuola in posizione inferiore a quella che aveva compilato. La docente ha rifiutato l’incarico e ha presentato una diffida di autotutela, ma non è stata accolta. La sanzione, che riguarda il biennio 2026-2028, impedisce a lei di accettare supplenze annuali, limitandola a quelle brevi, se non applicate. La docente, che ha superato due concorsi e si trova negli elenchi regionali, ritiene che l’errore non dipenda da lei e che la sanzione sia ingiusta.
Errore nella gestione dei punteggi
La docente ha segnalato il problema già a marzo, prima della pubblicazione delle graduatorie, ma l’errore non è mai stato corretto. Da quel momento, ha iniziato a contattare la segreteria scolastica, il sistema informativo del ministero e gli uffici scolastici. «Io ho telefonato, mandato mail all’amministrazione, ma non hanno mai corretto. Praticamente, non mi hanno calcolato diverse supplenze svolte in più scuole, quindi ho avuto un punteggio basso e mi hanno assegnato a una scuola molto più in basso nella lista che avevo compilato, quindi ho rifiutato e fatto una diffida di autotutela per non subire la sanzione», spiega. La docente sostiene che l’errore era da parte della scuola e che l’amministrazione non ha mai risposto alle segnalazioni.
La docente ha anche spiegato che la sua situazione è complessa e beffarda. «Mi trovo in una situazione complessa e allo stesso tempo beffarda perché sono inserita negli elenchi regionali della mia regione per aver superato due concorsi. Ma per un errore che non dipende da me non posso lavorare», racconta. La sua posizione è in una zona fragile con le strade dismesse e non raggiungibile coi mezzi pubblici.
Sanzione per il biennio 2026-2028
La sanzione, che riguarda il biennio 2026-2028, impedisce a lei di accettare supplenze annuali, limitandola a quelle brevi, se non applicate. «La sanzione che mi hanno inflitto per l’intero biennio 2026-2028 consiste nel non poter accettare per due anni scolastici supplenze annuali, ovvero quelle con contratto fino al 31 agosto o al 30 giugno in ogni provincia e in ogni regione del territorio nazionale», spiega. Restano possibili, in determinate condizioni, solo le supplenze brevi, ma anche su queste la docente riferisce che la scuola può decidere se applicare o meno la sanzione. È proprio questo il passaggio che oggi considera più difficile da accettare.
La docente ha anche spiegato che la sanzione è arrivata dopo il rifiuto di una supplenza che, ricorda, non avrebbe comunque potuto sostenere alle condizioni proposte. «Pago un affitto di casa con il mio compagno in cui risiedo e avrei dovuto pagare un altro affitto perché altrimenti mi aspettavano quattro ore di viaggio al giorno, tra andata e ritorno», racconta. La sua posizione è in una zona fragile con le strade dismesse e non raggiungibile coi mezzi pubblici.
La docente ritiene che l’errore non dipenda da lei e che la sanzione sia ingiusta.
Adesso resta da capire se il caso finirà davanti a un giudice. La docente ha espresso la sua frustrazione e la sua disapprovazione per la sanzione, che considera ingiusta e non giustificata. La sua storia rappresenta un caso emblematico del precariato e delle difficoltà che i docenti precari affrontano nel sistema scolastico italiano.



