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sabato 26 Settembre 2026

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Ambiente

L’espansione degli allevamenti di gamberetti mina le mangrovie ecuadoriane

L’espansione degli allevamenti di gamberetti mina le mangrovie ecuadoriane, con un impatto ambientale crescente.

L’espansione degli allevamenti di gamberetti sta mettendo a rischio le mangrovie dell’Ecuador, con conseguenze ambientali e sociali profonde. La crescente domanda di gamberetti, soprattutto per il mercato internazionale, ha portato a una conversione di aree naturali in vasche di allevamento, spesso a spese delle foreste di mangrovie. Secondo dati recenti, la produzione di gamberetti in Ecuador è quasi quadruplicata negli ultimi dieci anni, superando il petrolio come principale prodotto di esportazione. La maggior parte dei crostacei viene destinata a mercati come la Cina, gli Stati Uniti e l’Europa, con un aumento ulteriore delle esportazioni dopo l’eliminazione dei dazi doganali.

Impatto ambientale e limiti della tutela

La crescita della produzione ha spinto gli allevamenti a espandersi in territori già segnati dalla deforestazione. Tra il 1969 e il 1999, l’Ecuador ha perso fino al 43 per cento delle sue foreste di mangrovie, e gli allevamenti di gamberetti coprono una superficie una volta e mezza più grande di quella delle mangrovie rimaste. Gli allevamenti, inoltre, possono interrompere il normale corso delle maree, alterando la salinità e la composizione del suolo, con effetti devastanti per gli ecosistemi locali. Quando gli argini, i canali e i muri delle vasche bloccano questo scambio, il fango può seccarsi e indurirsi, la salinità può variare e gli alberi ancora in piedi possono morire lentamente, spiega Eduardo Rebolledo Monsalve, ricercatore all’università cattolica di Esmeraldas.

Non solo la deforestazione, ma anche l’inquinamento da acque reflue e sostanze chimiche sta danneggiando le mangrovie. Uno studio del 2023 ha riscontrato livelli di ammonio e fosforo due volte e mezzo superiori al normale nelle aree vicine agli allevamenti. Inoltre, una valutazione di Seafood Watch ha stimato che più della metà degli scarti provenienti dagli allevamenti è rilasciata direttamente nell’ambiente. I pescatori locali segnalano la presenza di sostanze come il metabisolfito di sodio, che potrebbe contribuire a un inquinamento crescente.

Contaminazione e mancanza di controllo

La mancanza di controlli adeguati peggiora la situazione. A Esmeraldas, dove ci sono più di 200 allevamenti, c’è solo un ispettore per l’acquacoltura, senza mezzi di trasporto. Le comunità locali segnalano danni attraverso accordi di tutela, ma raramente queste denunce portano a sanzioni. Dal 2019 l’associazione 15 de Enero ha presentato 17 denunce, ma nessuna ha avuto seguito concretamente. Sfortunatamente non vanno mai oltre il dipartimento legale del ministero, spiega Luis Ángel Flores Ramírez, ex presidente dell’associazione.

Secondo Wendy Chávez-Páez, ricercatrice ambientale dell’Istituto tedesco per lo sviluppo e la sostenibilità, non si fa abbastanza contro l’inquinamento. “Ci sono pochi fondi per studiare gli effetti di queste attività e soprattutto manca la volontà politica, perché i gamberi hanno una grande importanza sul piano economico”, dice. Nonostante le proteste delle comunità locali e degli attivisti, il presidente della camera nazionale dell’agricoltura dell’Ecuador, José Antonio Camposano, nega che gli allevatori di gamberetti iscritti all’associazione stiano inquinando le acque circostanti.

Nei villaggi come Puerto Roma, i pescatori e raccoglitori di granchi continuano a lottare per salvaguardare le mangrovie. “Perché non li scaricano nei loro canali?”, si domanda Máximo Jordán, presidente dell’associazione. “Li spingono trecento metri all’interno della foresta contaminando gli alberi e uccidendo i granchi”. La resistenza locale, però, non è sufficiente a fermare un’industria in crescita, che continua a espandere i suoi allevamenti a scapito dell’ambiente. La situazione rimane drammatica, con un impatto ambientale crescente e una mancanza di volontà politica per affrontare i danni causati.

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