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sabato 26 Settembre 2026

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L’ombra del GRU si allarga: attacchi contro industria difesa in Germania e Slovacchia

Investigatori tedeschi collegano attacchi a industria difesa a rete russa, con possibili legami al GRU.

Due cittadini bulgari arrestati dopo un attacco incendiario a Monaco di Baviera sono stati collegati da investigatori tedeschi a una rete operativa collegata all’intelligence militare russa, il GRU. L’indagine, resa pubblica da The Insider e basata su fonti tedesche, ha rivelato un collegamento tra l’episodio e un fallito sabotaggio in Slovacchia e l’attacco di Lipsia/Halle, già attribuito ufficialmente alla Russia. L’operazione, che ha causato danni limitati ma non feriti, sembra seguire un modello di azione che impiega agenti di basso livello, reclutati localmente e remunerati in criptovalute, per colpire obiettivi legati alla difesa e al sostegno all’Ucraina.

Un modello di attacco sempre più diffuso

Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung, la struttura che ha orchestrato l’attacco a Monaco è riconducibile a una rete operativa che si estende dalla Slovacchia alla Germania. L’indagine tedesca ha rivelato che i due arrestati avrebbero fatto parte di un gruppo che ha pianificato anche un attacco contro l’impianto Skyeton, produttore di droni utilizzati per ricognizione e acquisizione degli obiettivi. A fine agosto, la procura slovacca ha comunicato che tre persone avevano progettato un incendio contro lo stabilimento, con due sospetti arrestati in Slovacchia e un terzo a Amburgo. La nuova ricostruzione tedesca suggerisce un collegamento tra questa cellula e il GRU, il che potrebbe indicare una strategia di attacco sempre più decentralizzata e difficile da attribuire direttamente al governo russo.

La strategia del “usa e getta” si sta diffondendo in tutta l’Europa. Il modello di azione rilevato dagli investigatori tedeschi è noto come “agenti usa e getta” o “low-level agents”. Si tratta di persone senza una preparazione specifica in intelligence, reclutate per compiti circoscritti e relativamente semplici, che permettono al committente di mantenere una distanza dal materiale operativo. Questo approccio, spiega il quotidiano tedesco, è stato in parte reso necessario dall’espulsione di funzionari russi che operavano sotto copertura diplomatica dopo l’invasione dell’Ucraina. Il GRU, in particolare il suo Special Activities Service, sembra aver sviluppato una rete logistica in Europa, utilizzando canali come Telegram per reclutare intermediari e pagare in criptovalute.

Un’alleanza tra attacchi e strategia di guerra

La strategia ha trovato conferma anche nell’attacco di Lipsia/Halle, avvenuto il 4 agosto e attribuito ufficialmente alla Russia. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha spiegato che le indagini di polizia, le modalità operative e le informazioni d’intelligence hanno permesso una “chiara attribuzione politica” alla Russia. L’attacco, che ha coinvolto droni equipaggiati con materiale esplosivo, è stato eseguito da soggetti di basso livello, come nel caso di Monaco. Gli investigatori tedeschi ritengono ora che anche Lipsia possa essere riconducibile alla stessa architettura del GRU osservata negli altri episodi.

Questi attacchi mirano a colpire nodi chiave della filiera che sostiene l’Ucraina. L’attacco a Monaco, a Skyeton e a Lipsia colpisce segmenti diversi della stessa catena: tecnologie militari, droni, produzione industriale e logistica. L’uso di agenti di basso livello rende le operazioni difficili da attribuire direttamente al governo russo, ma aumenta i costi della sicurezza e costringe gli apparati europei a disperdere risorse per proteggere un numero crescente di siti.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha confermato che gli investigatori tedeschi stanno cercando una struttura comune dietro episodi apparentemente poco sofisticati, distribuiti tra Paesi diversi e affidati a soggetti di nazionalità differenti. L’obiettivo sembra essere la destabilizzazione dell’industria difesa, con conseguenze potenzialmente gravi per la sicurezza europea. La strategia del GRU, se confermata, rappresenta un nuovo livello di minaccia, che richiede una risposta coordinata e più aggressiva da parte degli apparati di sicurezza.

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