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sabato 26 Settembre 2026

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Nuova normativa in Veneto: famiglie coinvolte nel recupero dei minori e sospensione benefici per mancata collaborazione

In Veneto si propone una normativa che coinvolge le famiglie nel recupero dei minori e prevede la sospensione di benefici per chi non collabora.

Il Veneto si appresta a introdurre una normativa innovativa che punta a coinvolgere le famiglie nel recupero dei minori che commettono reati, con misure che prevedono la sospensione di benefici regionali per chi non collabora. La proposta, avanzata da Stefano Valdegamberi, consigliere in Futuro Nazionale in Regione, mira a rafforzare il ruolo educativo della famiglia e a promuovere una più efficace collaborazione tra nuclei familiari e servizi territoriali. L’obiettivo è limitare la delinquenza tra i minori, a prescindere dalle loro origini, culture o provenienza.

Responsabilizzazione genitoriale e interventi sociali

La norma, intitolata “Disposizioni in materia di responsabilizzazione genitoriale e di raccordo con i servizi sociali”, prevede che i genitori vengano coinvolti nelle fasi che seguono alla commissione di un reato da parte dei figli. I servizi sociali competenti, in collaborazione con i comuni, le Aziende ULSS e altri soggetti del sistema integrato degli interventi sociali e sociosanitari, potranno valutare l’attivazione di un percorso educativo e di responsabilizzazione rivolto al nucleo familiare. L’obiettivo è promuovere l’assunzione consapevole dei doveri educativi da parte dei genitori, tutori e affidatari, con l’obiettivo di prevenire una possibile recidiva della condotta.

La norma mira a colpire tutti i minorenni che commettono reati, non è rivolta solo agli stranieri. Valdegamberi ha spiegato che il testo è stato elaborato in collaborazione con costituzionalisti e docenti di diritto, per garantirne la sostenibilità dal punto di vista della costituzionalità. La lista dei reati o delle condotte criminose non è ancora stata inclusa nel testo, ma si prevedono furti o atti di violenza, come quelli legati alle baby gang.

Sospensione dei benefici per mancata collaborazione

Un elemento innovativo della norma è la sospensione dei benefici regionali per chi non collabora. La mancata adesione, senza giustificato motivo, ai percorsi o l’interruzione ingiustificata da parte delle famiglie potrebbe rilevare ai fini dell’accesso, del mantenimento o della sospensione temporanea di provvidenze economiche regionali, contributi, agevolazioni o benefici. Inoltre, la norma prevede la sospensione dell’accesso a benefici, agevolazioni o procedure connesse all’assegnazione o alla permanenza negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, nei limiti di compatibilità con la normativa regionale.

Le misure saranno sempre disposte in maniera proporzionata alla gravità della mancata collaborazione. Valdegamberi ha spiegato che il principio ispiratore è chiaro: «Se tu non rispetti le regole, perché devo darti l’aiuto?». Tuttavia, saranno escluse le misure indispensabili, come quelle sanitarie e sociosanitari, o di interventi necessari alla tutela immediata del minore o di soggetti vulnerabili. La norma è stata presentata ad aprile di quest’anno e illustrata in Quinta commissione solo pochi giorni fa. Valdegamberi ha espresso fiducia nel proseguire la discussione in commissione, sperando che la norma possa diventare un modello a livello nazionale. Il testo è stato elaborato in collaborazione con esperti, per garantirne la sostenibilità dal punto di vista della costituzionalità.

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