Esportazioni di grano in Russia: quasi 80% dei terminali pronti a riprendere attività
Fino all’80% dei terminali russi potrebbe riprendere le esportazioni di grano, grazie a negoziazioni internazionali in corso, ma tre impianti gravemente danneggiati richiedono mesi di riparazione. La situazione, tuttavia, rimane fragile e dipende in gran parte dal raggiungimento di un cessate il fuoco tra le parti in conflitto. La Russia, attraverso il Cremlino, ha riconosciuto i contatti diplomatici, ma ha sottolineato che sta cercando alternative per l’export, in attesa di un accordo stabile. La mancanza di un quadro di pace stabile minaccia la sicurezza alimentare di paesi dipendenti dalle importazioni di grano russo.
Il più colpito: il terminal NKHP a Novorossiysk
Il terminal NKHP, situato a Novorossiysk sul Mar Nero, è stato il più danneggiato dagli attacchi, con un attacco avvenuto il 12 agosto. La struttura, che aveva una capacità annuale di 7,1 milioni di tonnellate, ha visto la galleria dei nastri trasportatori distrutta. Il personale è stato mandato a casa per sei mesi, senza una data precisa per la ripresa delle attività. Sebbene la società gestore preveda un periodo di quattro mesi per le riparazioni, le incertezze legate alla sicurezza e alle condizioni operative potrebbero prolungare i tempi.
Altri terminali danneggiati e la capacità totale
Due altri impianti a Novorossiysk, KSK e NZT, hanno riportato danni minori e sono già in fase di riavvio. Gli altri due terminali danneggiati sono ZTKT a Taman e quello di Taganrog sul Mar d’Azov. ZTKT, con una capacità di 5,5 milioni di tonnellate, non è in grado di caricare cereali e non è chiaro quando potranno riprendere le operazioni. Taganrog, insieme a ZTKT, detiene una capacità complessiva di 6,7 milioni di tonnellate. La mancanza di dati precisi sul grado di distruzione rende difficile prevedere una data di riapertura, ma la perdita di questi impianti ha contribuito in modo significativo al calo della capacità operativa complessiva.
Le prospettive di ripresa e il ruolo dei mediatori
Le autorità turche, guidate dal Presidente Recep Tayyip Erdoğan, hanno lanciato un’iniziativa con i principali paesi importatori per ristabilire il commercio di cereali attraverso il Mar Nero. Parallelamente, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato il coinvolgimento di India, Egitto e altri paesi del Medio Oriente nel tentativo di mediare un cessate il fuoco. Se le trattative avessero successo, i terminali meno danneggiati potrebbero riprendere le operazioni in pochi giorni o settimane, mentre i tre impianti più compromessi richiederebbero da quattro a sei mesi per tornare alla piena capacità. La prospettiva di un ritorno alla normalità è strettamente legata a sviluppi diplomatici, che al momento rimangono incerti ma cruciali per la stabilità del mercato globale dei cereali.



