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sabato 26 Settembre 2026

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Sondaggi: FdI stabile, calano Lega e FI, Pd sotto il 20%, Vannacci all’8,8%

Nuovo sondaggio: FdI stabile, Pd sotto il 20%, Vannacci all’8,8% e equilibri tra coalizioni in bilico.

Il nuovo sondaggio Ipsos, illustrato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, ha reso noti i dati che segnano un cambiamento nei rapporti tra le forze politiche in vista delle elezioni. Il partito di Giorgia Meloni, FdI, mantiene una posizione stabile al 26,4%, mentre il centrodestra, incluso Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, si attesta al 45,7%. Il Partito Democratico, invece, scende al 19,5%, con una flessione dello 0,6%, segnando un passo indietro rispetto al 20% che aveva raggiunto in precedenti rilevazioni. Vannacci, leader di Futuro Nazionale, raggiunge l’8,8%, un incremento dell’1,7% rispetto a dati precedenti.

Equilibri tra coalizioni in bilico

La somma dei partiti del centrodestra, senza considerare Vannacci, si ferma al 39,4%, in calo di oltre un punto rispetto a dati precedenti. Al contrario, la coalizione progressista, che include FdI, si attesta al 44,5%, con un aumento che riflette una maggiore coesione tra i partiti di sinistra. Tuttavia, la semplice somma delle percentuali non coincide necessariamente con la stima delle coalizioni. La coalizione progressista viene stimata al 43,9%, leggermente al di sotto della somma dei singoli partiti, mentre il centrodestra tradizionale si attesterebbe al 38,7%, anch’esso inferiore alla somma aritmetica.

La presenza di Vannacci modifica gli equilibri complessivi, ma non determina un distacco significativo tra le due coalizioni. Con l’ingresso di Vannacci nella coalizione di centrodestra, il quadro cambia: il centrodestra allargato raggiungerebbe il 45,7%, mentre l’alleanza progressista si attesterebbe al 45,2%. Anche in questo caso, però, la percentuale della coalizione di centrodestra risulterebbe inferiore alla somma dei singoli partiti, mentre quella progressista sarebbe leggermente superiore.

Un quadro di incertezza e di equilibrio

Per quanto riguarda il gradimento dei leader politici, le recenti misure del governo Meloni – dal bollo auto al tetto del 30% per gli studenti stranieri nelle classi – non si riflettono in un aumento dell’apprezzamento. L’indice relativo all’esecutivo scende infatti dal 42% di luglio all’attuale 40%, mentre quello della presidente del Consiglio passa dal 42% al 41%. Anche le variazioni nel gradimento dei leader restano contenute. Antonio Tajani arretra di due punti, dal 26% al 24%, mentre Vannacci passa dal 21% al 19%, nonostante la crescita registrata dal suo partito.

Il quadro dei sondaggi segna un momento di incertezza e di equilibrio tra le forze politiche. Il centrodestra, pur con la crescita di Vannacci, non riesce a superare il centrosinistra, che si conferma più coeso. Ora non resta che entrare nel vivo della campagna elettorale, con l’attenzione concentrata sui possibili alleati e sui leader che potrebbero guidare le coalizioni in vista del voto. Le variazioni nel gradimento dei leader restano contenute, con un calo per Tajani e un leggero decremento per Vannacci. La campagna elettorale si avvia con un contesto di equilibrio tra le forze politiche, con un’attenzione particolare alle alleanze che potrebbero influenzare i risultati finali.

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