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martedì 22 Settembre 2026

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Economia

Caro energia, le piccole imprese in Lombardia pagano un extra di 700 milioni

Le piccole imprese in Lombardia pagano un extra di 700 milioni per l’energia, con un costo superiore del 17,9% rispetto alla media europea.

Le piccole imprese in Lombardia, e in particolare in Monza e Brianza, pagano un extra di 48 milioni di euro rispetto alla media europea per l’energia elettrica. Il caro energia colpisce duramente le aziende di dimensioni più contenute, con un impatto che si fa sentire soprattutto sulle bollette e sui costi fiscali. La Lombardia, infatti, registra un totale di 700 milioni di euro di extra costi per le piccole imprese, quasi il doppio rispetto al Veneto. L’analisi di Confartigianato mette in luce un quadro regionale in cui le imprese locali affrontano un’onere finanziario significativo, che si traduce in un divario con l’Europa.

Costi elettrici superiori del 17,9% rispetto alla media europea

La bolletta delle piccole imprese italiane arriva a 25,99 centesimi di euro per kWh, contro una media europea di 22,04 centesimi: un costo superiore del 17,9 per cento. L’Italia si colloca al terzo posto nell’Unione europea, dietro Irlanda e Germania. Particolarmente significativo il dato relativo al prelievo fiscale: per le imprese con consumi inferiori ai 20 MWh lo svantaggio rispetto alla media europea raggiunge il 75,5 per cento. Questo significa che le aziende con consumi più bassi, spesso quelle più piccole, pagano un prelievo fiscale molto più elevato rispetto alla media.

Le imprese non chiedono privilegi, ma condizioni eque

«Le nostre imprese non chiedono privilegi, ma regole chiare e condizioni eque per competere in Europa», aggiunge Marco Granelli, presidente di Confartigianato. Il costo dell’energia rappresenta un elemento che incide direttamente sulla capacità delle aziende di affrontare la concorrenza e sostenere la transizione energetica. L’associazione chiede un intervento sul sistema di fiscalità e sugli oneri generali di sistema, oggi distribuiti in modo da gravare maggiormente sulle imprese più piccole.

Secondo l’analisi di Confartigianato, il peso dei costi elettrici diminuisce all’aumentare dei consumi, penalizzando soprattutto le realtà di dimensioni più contenute. In Italia, le micro e piccole imprese pagano complessivamente 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea per l’energia elettrica. Il caro energia, come sottolinea Granelli, frena la competitività delle piccole imprese, mettendo in difficoltà la loro capacità di crescita e di sostenere la transizione energetica.

Monza e Brianza, con un extra di 48 milioni di euro, si aggiunge a una lunga lista di territori lombardi fortemente penalizzati. Milano, ad esempio, registra un extra di 123 milioni, mentre Brescia arriva a 135 milioni. Il peso maggiore sulle imprese più piccole non è soltanto il prezzo dell’elettricità, ma anche la componente fiscale e parafiscale presente nelle bollette. Questo quadro evidenzia una situazione di squilibrio che richiede interventi mirati per ridurre l’onere sui piccoli imprenditori. «Servono condizioni eque», conclude Granelli, sottolineando come il caro energia rappresenti un fattore chiave per la competitività delle piccole imprese. L’analisi di Confartigianato mette in luce un problema strutturale, che richiede una revisione del sistema fiscale e degli oneri generali di sistema, per garantire un ambiente più equo e sostenibile per le aziende.

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