Nell’appartamento di Torino dove è stato ucciso Fabio Colapietro è stata trovata una sostanza sintetica nota come «polvere di scimmia», che potrebbe aver influenzato il comportamento dei responsabili dell’omicidio. La droga, conosciuta anche come Mdphp, appartiene alla famiglia dei catinoni e può provocare agitazione, paranoia e allucinazioni. Gli investigatori stanno valutando se questa sostanza abbia avuto un ruolo nel drammatico episodio che ha visto il 39enne Fabio Colapietro ucciso in via Gulli 46. Secondo le dichiarazioni del 26enne che ha ucciso Fabio Colapietro, i tre uomini erano chiusi in casa da giorni a drogarsi.
Effetti psichici e rischi della droga sintetica
L’Mdphp, venduta spesso come polvere, è una sostanza relativamente recente sul mercato clandestino. Conosciuta anche come «monkey dust», il nome deriva dagli effetti intensi che può provocare, come euforia, aumento dell’energia e, in casi più gravi, agitazione, paranoia e convulsioni. Nei casi di assunzione in combinazione con altre sostanze o in dosi elevate, l’Mdphp può portare a stati di perdita di controllo e comportamenti estremi. Questo ovviamente non significa che la droga renda automaticamente violenti, né che possa da sola spiegare quanto accaduto in via Gulli.
La presenza dell’Mdphp nell’appartamento di via Gulli 46 ha suscitato l’attenzione degli inquirenti, che cercano di capire se la sostanza abbia avuto un ruolo nell’omicidio. Gli investigatori torinesi stanno esaminando se questa droga abbia potuto influenzare il comportamento di Christian Matheus De Oliveira Morando, uno dei tre fermati per l’omicidio di Fabio Colapietro. Secondo le dichiarazioni del 26enne, i tre uomini erano chiusi in casa da giorni a drogarsi e avevano intenzione di buttare i resti nel fiume.
Un elemento cruciale per le indagini
La droga sintetica, pur non essendo un fattore determinante, rappresenta un elemento cruciale per comprendere il contesto in cui si è verificato l’omicidio. Gli esperti stanno valutando se l’assunzione di sostanze come l’Mdphp possa aver influenzato la capacità di controllo e la decisione di commettere un atto violento. La sostanza è un elemento su cui gli investigatori vogliono fare luce. La droga, inoltre, è nota per poter provocare problemi cardiovascolari e altre conseguenze potenzialmente letali. Gli investigatori stanno analizzando se l’Mdphp abbia potuto giocare un ruolo nella scelta di uccidere Fabio Colapietro. Tuttavia, non si esclude la possibilità che altri fattori abbiano giocato un ruolo significativo. La ricerca di un collegamento tra la droga e l’omicidio è in corso, ma non si può affermare con certezza che la sostanza abbia determinato l’atto violento.



