La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) della Puglia ha espresso una forte opposizione alla delibera regionale approvata il 22 settembre 2026 in materia del Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118, denunciando modifiche unilaterali e un rischio concreto di dimissioni in massa da parte dei medici del 118. L’annuncio, pubblicato da Puglia Cronache Salute e Assistenza, ha acceso tensioni nella sanità pugliese, con la categoria che accusa la Regione di aver violato gli accordi presi al tavolo sindacale.
Modifiche unilaterali e mancanza di confronto
Secondo la Fimmg, la delibera, nata formalmente per recepire il verbale della delegazione trattante dello scorso 9 luglio, ha in realtà tradito gli accordi presi al tavolo sindacale. «Recepisce in realtà solo la parte economica, l’unica realmente concordata con le organizzazioni sindacali. Tutto il resto è stato deciso unilateralmente, fuori da qualsiasi confronto e in aperto contrasto con quanto discusso al tavolo», affermano i medici pugliesi. Il sindacato sostiene che il metodo adottato dalla Regione svuoti completamente la contrattazione, con ciò che viene concordato al tavolo che viene alterato, volutamente, nel testo che approda in Giunta.
La Fimmg ha sottolineato che il provvedimento potrebbe portare a una fuga di massa da parte dei medici del 118, aggravando ulteriormente una situazione già segnata da una pesante carenza di organico. Attualmente, in Puglia operano 193 medici del 118 a fronte di un fabbisogno stimato di 395 unità. «Invece di attrarre nuovi professionisti, si spingono via anche quei pochi che restano, con possibili ricadute drammatiche sull’assistenza ai cittadini pugliesi», ha avvertito la Federazione.
Disoccupazione e rischio di fuga di massa
La delibera ha introdotto modifiche organizzative che, secondo i medici, violano l’accordo integrativo regionale del 2010. Tra le criticità, la gestione della turnistica e del coordinamento è stata assegnata ai direttori di centrale operativa, mentre i medici stessi, in base all’accordo, dovrebbero occuparsene. Inoltre, le zone disagiate non sono state considerate nella delibera, nonostante siano state sempre presenti negli Air approvati. «Presenti da sempre in tutti gli Air approvati, tranne l’ultimo – sottolineano i medici – non trovano alcun accenno nella delibera, che al contrario dispone la cessazione di ogni indennità accessoria regionale o aziendale», hanno spiegato. La Fimmg ha anche denunciato l’utilizzo di condizioni risolutive, che potrebbero portare a una dipendenza celata dei professionisti convenzionati. «È una dipendenza celata, imposta a professionisti convenzionati con lo strumento della condizione risolutive, o si accetta il nuovo assetto organizzativo, o decadono anche le condizioni economiche», ha affermato la Federazione. I medici pugliesi temono che il provvedimento possa portare a dimissioni in massa, con conseguenze gravi per l’assistenza sanitaria locale.
La Fimmg ha chiesto il ritiro immediato del provvedimento e la riapertura di un confronto reale che rispetti quanto stabilito in sede di trattativa. In difetto, il sindacato ha avvertito che è pronta a tutelare in tutte le sedi competenti la dignità e i diritti dei medici del 118. La situazione, se non risolta, potrebbe aggravare ulteriormente le tensioni nella sanità pugliese, con un impatto significativo sulla qualità del servizio di emergenza.



