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domenica 27 Settembre 2026

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Cronaca nera

Giuseppe Athos Maschietto, l’imprenditore che univa lavoro, famiglia e generosità

L’imprenditore Giuseppe Athos Maschietto, morto in un incidente a Torre di Mosto, ha lasciato un vuoto tra famiglia e comunità.

Giuseppe Athos Maschietto, 55 anni, è morto nell’incidente a Torre di Mosto, causando un profondo lutto tra le comunità di San Donà di Piave e Jesolo. L’imprenditore, originario di Jesolo e residente a San Donà, era noto per la sua passione per il lavoro, la famiglia e la generosità. Lascia un vuoto non solo tra i suoi cari, ma anche tra i colleghi e i cittadini che lo conoscevano e apprezzavano. L’azienda che guidava, la “Gi-Costruzioni”, aveva raggiunto una trentina di dipendenti e operava in diversi settori dell’edilizia e delle opere pubbliche.

Un imprenditore di successo e di cuore

Giuseppe Maschietto, fondatore della “Gi-Costruzioni” dodici anni fa, aveva saputo unire lavoro e dedizione a una forte fede cattolica. La sua carriera era iniziata come dipendente nell’impresa Ferracin di Jesolo, dove gestiva appalti e questioni legali. Con la sua visione e attitudine imprenditoriale, l’azienda si è sviluppata in modo significativo, spaziando in edilizia residenziale, manutenzione di strutture ricettive e opere pubbliche in tutta Italia. Tra i progetti più noti, il villaggio Marina di Santa Croce ad Eraclea Mare. La sua generosità era parte integrante della sua vita. Era un cattolico fervente, che traduceva la fede in gesti concreti di solidarietà. Pochi giorni prima dell’incidente, aveva aiutato un’anziana in difficoltà, richiamando tre volte per aggiornare l’interessato. L’amico Andrea Trevisiol ha ricordato come fosse una persona fantastica, sempre disponibile e premuroso.

Un uomo di sport e di comunità

Oltre al successo professionale, Maschietto era un appassionato di sport, tifoso della Fiorentina e praticante di basket. Si allenava con il gruppo amatoriale “I bradipi” a Eraclea e Ponte Crepaldo, giocando in posizione di guardia. L’ultimo allenamento era stato giovedì scorso, poco prima dell’incidente. La sua passione per il sport era accompagnata da una dedizione immensa in ogni cosa in cui si impegnava.

La sua vita era un progetto coerente di lavoro, famiglia e altruismo. Era guidato da un grande desiderio di crescita e grande determinazione, che lo portò a proseguire gli studi universitari fino alla laurea in Giurisprudenza all’Università di Trieste, alternando lavoro e studio. Aveva frequentato il liceo classico “Eugenio Montale” e prestato servizio nella Polizia di Stato. La tragedia ha colpito da vicino anche le istituzioni locali: Maschietto, infatti, era il cugino del sindaco di San Donà, Alberto Teso, che si è stretto attorno ai familiari per offrire il proprio cordoglio. Jesolo e San Donà piangono un imprenditore illuminato, ma soprattutto un uomo buono e di profondi valori.

La famiglia di Maschietto, composta dalla moglie Angela Maria Ferrato, dai tre figli minori, dal fratello Thomas, dalla madre Oriana e dal padre Giancarlo, noto titolare di una rivendita di alimentari a Cortellazzo, vive un momento di profondo dolore. L’imprenditore, che aveva saputo fondere in un unico e coerente progetto di vita l’amore per la famiglia, l’impegno nel lavoro di imprenditore edile e una generosità autentica verso il prossimo, ha lasciato un vuoto non solo tra i suoi cari, ma anche tra la comunità.

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