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domenica 27 Settembre 2026

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Esteri

L’Europa punta a regolamentare gli affitti brevi per contrastare l’overtourism e i problemi abitativi

L’Europa propone regolamenti per limitare gli affitti brevi, preoccupata per l’overtourism e i problemi per i residenti.

L’Europa si appresta a introdurre un regolamento per limitare gli affitti brevi, un fenomeno che ha messo in discussione la pianificazione territoriale e la qualità della vita dei residenti. La Commissione europea ha presentato una proposta volta a concedere ai Comuni, alle Regioni e agli Stati il potere di vietare o limitare la locazione turistica, soprattutto in aree considerate “sotto stress abitativo”. L’obiettivo è contrastare l’overtourism e i problemi derivanti dall’espansione incontrollata di questa tipologia di affitti.

Un fenomeno in crescita e i suoi effetti

Oggi, molti proprietari preferiscono la locazione turistica rispetto a quella tradizionale, non solo per la remuneratività, ma anche per la flessibilità nella gestione dell’immobile. Questa scelta ha portato a una serie di conseguenze: una riduzione della disponibilità di alloggi per famiglie e lavoratori, un aumento dei prezzi, un cambio di fruizione degli immobili e un diverso utilizzo dei servizi. La situazione si è aggravata nel tempo, con un divario tra prezzi delle case e redditi degli abitanti che, in alcuni casi, è salito a otto volte. Il piano europeo prevede di introdurre limitazioni in aree definite “sotto stress abitativo”, basandosi su parametri precisi. Tra questi, i prezzi delle case che superano i redditi degli abitanti e un divario che si è aggravato negli ultimi dieci anni senza segni di miglioramento nei prossimi tre. L’obiettivo è creare un equilibrio tra offerta turistica e necessità abitativa, evitando lo svuotamento dei centri storici e l’abbandono della residenzialità.

Le sfide per le amministrazioni locali

Le amministrazioni comunali si trovano a dover fare i conti con le scelte dei proprietari, che influenzano la definizione di zone residenziali o ricettive. “Se una casa viene proposta sul mercato delle locazioni turistiche, la decisione di un proprietario incide sulla definizione di zona residenziale oppure ricettiva”, ha evidenziato Alberto Bertolini, vice presidente di Asat. La regolamentazione potrebbe modificare la pianificazione del territorio, richiedendo strumenti per misurare e gestire la programmazione del proprio ambito.

Un provvedimento molto discusso, in quanto l’Europa interverrebbe direttamente sulle compravendite immobiliari, un settore che finora è stato gestito a livello locale. Il governo italiano e Confedilizia, l’associazione che rappresenta i proprietari, sono dubbiosi, mentre Asat in Trentino è più favorevole. “L’eccesso di questa tipologia può comportare lo svuotamento dei centri storici, l’abbandono della residenzialità e un aumento dei costi per i residenti”, ha sottolineato Bertolini. Il rischio è quello dei ricorsi e del contenzioso in tribunale, ma il piano europeo mira a legittimare le norme approvate dai sindaci, senza la necessità di approvazioni nazionali. “E’ necessario ripristinare un equilibrio”, ha concluso Bertolini, sottolineando l’importanza di una regolamentazione che rispetti le regole del mercato e non lo distorra.

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