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lunedì 28 Settembre 2026

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Nuove norme scuola: il dibattito sul tetto degli studenti stranieri e il divieto del volto coperto

Nuove norme scuola: il dibattito sul tetto degli studenti stranieri e il divieto del volto coperto

Il nuovo decreto scuola, approvato dal Consiglio dei ministri, ha introdotto una serie di modifiche che riguardano diverse aree del sistema educativo italiano, tra cui l’integrazione degli studenti stranieri, le regole sul volto coperto e le misure per la digitalizzazione. Il provvedimento, che entra in vigore a partire dall’inizio dell’anno scolastico, ha suscitato dibattito tra docenti, genitori e istituzioni, con particolare attenzione alle norme che limitano la presenza di studenti non italiani nelle classi e al divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto.

Integrazione e limiti alle classi

Una delle misure più discusse è il tetto del 30% per alcune categorie di studenti stranieri, che non siano nati in Italia o non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Questo limite si applica alle prime classi elementari, mentre per la scuola media e superiore si applica a studenti che non abbiano frequentato con successo almeno tre anni di scuola italiana. Il provvedimento mira a gestire situazioni in cui la presenza di studenti con percorsi linguistici e scolastici diversi risulta particolarmente elevata.

Il tetto del 30% non è applicabile in ogni situazione, ma sono previsti fondi per le scuole che non riescono a rispettarlo.

Per le scuole nelle quali non sarà possibile rispettare il tetto, sono previsti 17,5 milioni di euro. Inoltre, il decreto mette in campo nuove risorse per rafforzare l’insegnamento dell’italiano, con un fondo da 3,4 milioni di euro per il 2027 e da 14.139.760 euro a partire dal 2028 per finanziare attività extracurricolari destinate a migliorare la conoscenza della lingua italiana.

Il divieto del volto coperto

Un altro punto di forte dibattito è il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto o comunque con modalità che impediscano il riconoscimento della persona. La norma riguarda le attività scolastiche e introduce un vincolo sulle modalità con cui studenti e altri soggetti possono presentarsi negli ambienti della scuola. Il provvedimento ha suscitato reazioni da parte di alcuni presidi, che hanno espresso preoccupazioni per l’impatto su studenti e famiglie.

Il divieto del volto coperto è stato visto come un provvedimento che mira a promuovere l’integrazione e a garantire il riconoscimento sociale.

Il preside Riccardo Rossini, presidente ANP Marche, ha espresso la sua opinione sul tema, sottolineando che l’uso del burqa a scuola non è diffuso nella regione e che lo trova incompatibile con il processo di integrazione. «Penso che il decreto del ministro, in qualche modo, voglia rappresentare quanto detto», ha affermato Rossini, sottolineando l’importanza di un approccio più inclusivo e di una maggiore collaborazione tra scuola e famiglie.

Altri interventi e finanziamenti

Oltre alle misure più controverse, il decreto include una serie di interventi finanziari e organizzativi destinati a scuole, famiglie e studenti. Tra i nuovi fondi, sono previsti 70 milioni di euro aggiuntivi per garantire la prosecuzione delle attività di orientamento, inclusione e contrasto all’abbandono scolastico. Inoltre, vengono stanziati 1 milione di euro nel 2026 e 13 milioni nel 2027 per sostenere la semplificazione e l’innovazione dei servizi amministrativi delle scuole. Il decreto punta anche a rendere più semplici e veloci le procedure amministrative, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti burocratici e accelerare l’assegnazione dei docenti agli studenti con disabilità. Inoltre, viene introdotta una modifica al Piano educativo individualizzato (Pei), che non dovrà essere necessariamente aggiornato ogni anno, ma solo in presenza di nuovi elementi che lo rendano necessario. Infine, il provvedimento include un finanziamento destinato a un appuntamento internazionale: il 60° edizione delle Olimpiadi internazionali di chimica, in programma nel 2028, che si svolgerà in Italia. Per garantirne lo svolgimento, vengono autorizzate spese per 3.196.600 euro.

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