Emilio Scalfarotto, figura chiave nel governo e nel partito, ha chiarito in modo diretto la struttura di potere all’interno di Fratelli d’Italia, sottolineando che «dentro Fratelli d’Italia l’unica che comanda è Meloni». Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, considerato il «dante causa» della leader, è il solo ad avere accesso simbolico alle decisioni più delicate. Scalfarotto, che ha aumentato il suo peso dentro Palazzo Chigi, ha ricevuto diverse persone, spiegando che è inutile cercare sostegni da altri esponenti del partito, come il ministro della Difesa Guido Crosetto o l’ex cognato della premier Francesco Lollobrigida.
Il potere di Fazzolari e la gerarchia di Fratelli d’Italia
Scalfarotto, che è capo della segreteria tecnica di Fazzolari, ha rivelato che tra la leader e il «niente» c’è solo un attendente: Fazzolari. Il sottosegretario, considerato l’unico ad avere accesso al cuore delle decisioni di Meloni, è il punto di riferimento per chi cerca di influenzare le scelte del partito. Nonostante il suo ruolo, Scalfarotto ha spiegato che il potere si esplica in modo indiretto, lontano dalle sedi ufficiali del potere, per non dare troppo nell’occhio.
Scalfarotto e i suoi ruoli istituzionali
Dal maggio 2025, Scalfarotto è stato nominato nel consiglio di amministrazione di Fincantieri, società in cui siede anche nel comitato controllo interno e gestione rischi, nonché nel comitato per la remunerazione. Questo ruolo, sponsorizzato dall’ideologo della strategia meloniana, conferma il suo ruolo strategico all’interno del partito. Tuttavia, Scalfarotto ha chiarito che non è necessario cercare sostegni da altri esponenti, come il presidente del Senato Ignazio La Russa o il ministro della Difesa Crosetto, poiché nessuno ha voce in capitolo, tranne Fazzolari.
Scalfarotto ha detto ai suoi interlocutori: «Dentro Fratelli d’Italia l’unica che comanda è Meloni. Nessun altro». Questo messaggio, che ha suscitato malumori, conferma la centralità della leader nel partito e la sua capacità di mantenere il controllo anche attraverso figure di riferimento come Fazzolari. La sua posizione, pur non essendo ufficialmente di vertice, è cruciale per la gestione delle decisioni più sensibili. Questo scenario si colloca in un contesto di tensioni interne al partito, con la necessità di mantenere un equilibrio tra potere e strategia. Scalfarotto, con la sua posizione e la sua influenza, rappresenta un ulteriore elemento di controllo, pur rimanendo al di fuori delle sedi ufficiali del potere. La sua figura, quindi, è un elemento chiave per comprendere la dinamica interna di Fratelli d’Italia e la sua capacità di mantenere la leadership di Giorgia Meloni.
Il potere di Scalfarotto si esplica altrove, lontano dai luoghi e dalle sedi ufficiali del potere. Nonostante il suo ruolo di capo della segreteria tecnica di Fazzolari, il suo peso si fa sentire in modo indiretto, spesso attraverso interlocuzioni con chi cerca di influenzare le scelte del partito. Questo approccio, pur non dando troppo nell’occhio, conferma la sua importanza strategica all’interno del partito.



