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domenica 27 Settembre 2026

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Scienza

Pannelli solari sott’acqua: test a 10 metri di profondità in Cina

Scienziati cinesi testano pannelli solari a 10 metri di profondità, potrebbero alimentare strumentazione subacquea.

Scienziati cinesi hanno testato con successo pannelli solari a 10 metri di profondità nel Mar Cinese Meridionale, aprendo nuove possibilità per l’energia solare in ambienti inaccessibili. I pannelli, progettati per catturare le lunghezze d’onda della luce solare che attraversano l’acqua, hanno prodotto energia sufficiente a alimentare dispositivi subacquei, senza dipendere esclusivamente dalle batterie. I test, condotti vicino alle isole Weizhou, hanno dimostrato che i pannelli possono funzionare per anni, mantenendo prestazioni stabili. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l’approvvigionamento energetico in luoghi remoti, dove elettricità e carburante sono difficili da reperire.

Un passo avanti verso l’energia solare sott’acqua

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Joule, rappresenta un importante sviluppo per l’energia solare. I pannelli utilizzano materiali come le perovskiti, un’alternativa al silicio, che permettono di assorbire diverse lunghezze d’onda della luce. Nei test di laboratorio, le celle hanno convertito il 35% della luce solare che le raggiungeva, anche a profondità di 10 metri. A questa profondità, i pannelli hanno prodotto 324 milliwattora in due ore, una quantità ridotta ma comunque superiore alle aspettative del team. I ricercatori stimano che i pannelli possano funzionare in modo continuo per circa cinque anni e mezzo.

L’energia solare sta diventando sempre più utilizzata in contesti in cui l’elettricità e il carburante sono difficili da reperire. Nell’arcipelago norvegese delle Svalbard, ad esempio, il solare ha iniziato ad alimentare una remota ex stazione radio, raggiungibile solo in barca o in elicottero. In Svizzera, pannelli solari installati tra i binari ferroviari producono elettricità senza occupare nuovo suolo, permettendo alle ferrovie di raddoppiare come parchi solari senza interrompere il servizio. Questi progetti dimostrano come l’energia solare possa integrarsi in infrastrutture esistenti, riducendo l’impatto ambientale.

Applicazioni in luoghi remoti e infrastrutture esistenti

Secondo l’autore dello studio Wen-Hua Zhang, dell’Università dello Yunnan e della Southwest United Graduate School di Kunming, il lavoro rappresenta la prima validazione funzionale di celle solari sommerse in grado di operare concretamente fino a circa 10 metri di profondità. Questo potrebbe ampliare notevolmente i possibili campi di applicazione, permettendo di alimentare sensori oceanici, videocamere e apparecchiature di comunicazione lontano da qualsiasi fonte di alimentazione. Il prossimo passo sarà testare il funzionamento a profondità maggiori e stabilire fino a che punto sotto la superficie possa arrivare il solare.

La tecnologia potrebbe risolvere un problema diverso: la mancanza di alimentazione per dispositivi subacquei. Prima, però, occorre capire come si comportano i pannelli a profondità maggiori. I ricercatori sperano che questa innovazione possa portare a un uso più sostenibile dell’energia solare, anche in contesti in cui l’accesso a fonti tradizionali è limitato. I moduli possono essere rimossi per la manutenzione della linea, permettendo alle ferrovie di raddoppiare come parchi solari senza interrompere il servizio.

Il solare sempre più spesso funziona fuori rete. Un tempo confinata ai tetti delle abitazioni e agli spazi aperti, l’energia solare compare sempre più spesso in luoghi dove elettricità e carburante sono difficili da reperire. All’inizio di quest’anno, ricercatori olandesi hanno presentato in una zona rurale del Kenya la prima ambulanza alimentata a energia solare al mondo, progettata per portare assistenza sanitaria e apparecchiature mediche alle comunità più isolate, prive di forniture affidabili di elettricità o carburante. Il prossimo passo, spiegano, sarà proprio testarne il funzionamento più in profondità e stabilire fino a che punto sotto la superficie possa arrivare il solare. I pannelli possono essere recuperati quando le batterie si esauriscono, permettendo un uso continuo e sostenibile dell’energia solare in contesti inaccessibili.

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