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domenica 27 Settembre 2026

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Economia

Rottamazione quinquies per Imu, Tari, multe e bollo auto: come funzionerà e quando si può accedere

Nuova rottamazione quinquies per debiti locali: come funziona e quando si può accedere.

La rottamazione quinquies, introdotta per permettere ai contribuenti di chiudere vecchie pendenze relative a Imu, Tari, multe e bollo auto, è un’opportunità che riguarda circa 1.500 enti locali. La misura, volta a semplificare la gestione dei debiti con gli enti territoriali, è stata resa possibile grazie a un provvedimento approvato nel 2026. I contribuenti interessati dovranno verificare se il loro Comune o ente ha aderito alla misura e se il debito è stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Quali debiti possono essere rottamati

La rottamazione quinquies riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da Regioni ed enti locali. Tra i debiti ammessi ci sono quelli relativi a Imu, Tari, multe e bollo auto, nonché altre entrate comunali come asilo nido, trasporto scolastico e mense, purché siano stati affidati all’Agenzia. Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. La distribuzione degli enti aderenti non è uniforme sul territorio: il 68% degli enti che hanno aderito si trova nel Sud o nelle isole. Tra i comuni che hanno aderito ci sono Roma, Napoli, Bari, Genova e Venezia, mentre tra le Regioni figurano Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria.

Quando e come presentare la domanda

La finestra per presentare la domanda si aprirà il 16 ottobre 2026 e resterà aperta fino al 15 dicembre 2026. Le modalità telematiche saranno pubblicate entro il 15 ottobre, insieme ai dati necessari per individuare i carichi definibili. Dopo la ricezione della richiesta, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà l’importo da pagare entro il 28 febbraio 2027.

Il contribuente potrà scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 o un piano rateale fino a 54 rate bimestrali di pari importo. Prima di presentare la domanda, sarà fondamentale verificare tre condizioni: se l’ente ha aderito alla rottamazione, se il debito è stato affidato all’Agenzia e se rientra tra quelli ammessi. La presenza del Comune nell’elenco non implica automaticamente la rottamazione di tutti i debiti locali. Solo quelli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione saranno considerati. I tributi locali gestiti direttamente dall’ente o affidati a concessionari privati non rientrano nella misura.

Le condizioni per accedere alla rottamazione

Per accedere alla rottamazione quinquies, l’ente locale deve aver adottato un provvedimento specifico, pubblicarlo sul proprio sito e trasmetterlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026. La misura è stata estesa ai debiti degli enti territoriali grazie al Dl 38/2026. In caso di debiti gestiti direttamente dall’ente, è possibile introdurre una definizione agevolata attraverso delibere e regolamenti, ma le condizioni saranno stabilite dall’amministrazione. La rottamazione quinquies rappresenta un’opportunità per chi ha vecchi debiti con gli enti locali, ma richiede attenzione e verifica. La misura, se applicata correttamente, potrebbe permettere di chiudere pendenze che altrimenti rimarrebbero irrisolte per anni.

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