La mozione di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica di Civitanova si avvicina alla conclusione, ma manca una firma per raggiungere il quorum necessario. Il gruppo di sette esponenti del centro sinistra, uno della lista di minoranza Siamo Civitanova e quattro di Vince Civitanova, ha depositato la proposta, ma non è ancora sufficiente per approvarla. La mancanza di una firma determina la necessità di un sostegno da parte di un partito o una lista del centro destra. Tuttavia, la Lega e Civitanova Unica hanno espresso la loro opposizione, mentre Forza Italia si prepara a votare l’astensione. Fratelli d’Italia, pur condividendo le critiche al sindaco, non sembra intenzionata a sostenere la mozione, preferendo una strategia di distacco per evitare di allearsi con le opposizioni.
Le posizioni dei partiti e la strategia di astensione
Fratelli d’Italia ha già espresso una posizione netta nei confronti di Ciarapica, con due note ufficiali che hanno stroncato il sindaco sia sotto l’aspetto politico che amministrativo. La critica è stata feroce, soprattutto per il passaggio di Vannacci a Futuro Nazionale, accusato di ipocrisia, e per le valutazioni negative sull’operato del sindaco. Tuttavia, nonostante le critiche, il partito di Meloni non ha dato segnali di intenzione di votare la sfiducia. Il direttivo cittadino si terrà domani sera, e in quella sede potrebbe essere valutata l’ipotesi dell’astensione del gruppo consiliare di FdI. Questa soluzione, pur vista come una scappatoia per salvare la faccia, non convince una parte degli iscritti, pronti a farsi sentire durante il dibattito.
Le conseguenze e il quorum
Per mandare a casa Ciarapica, è necessario raggiungere il quorum di tredici firme, ma la mancanza di una firma determina la necessità di un sostegno da parte del centro destra. Il consiglio comunale dovrà essere convocato entro trenta giorni dalla presentazione della mozione, quindi entro il 18 ottobre. Inoltre, si avvicina anche il momento della nomina di un nuovo assessore al posto di Roberta Belletti, sfiduciata il 16 settembre. Ciarapica, se resterà in carica, dovrà riassegnare il posto vacante entro sessanta giorni e, per la legge sulle quote rosa, dovrà scegliere una donna. Ci si orienta verso un profilo esterno ai partiti per non alterare gli equilibri politici già messi a dura prova dalla crisi che sta attraversando il centro destra.
La sfiducia al sindaco di Civitanova si avvicina alla conclusione, ma manca una firma per raggiungere il quorum necessario.
La situazione è in bilico, con il centro destra che si divide tra opposizione e astensione. La sfiducia, se approvata, potrebbe portare a un cambio di governo, ma la mancanza di una firma potrebbe farla fallire. La strategia di astensione, se adottata, potrebbe salvare la faccia del partito, ma non risolvere le tensioni interne. Il dibattito nel direttivo cittadino di domani potrebbe definire il destino della mozione e del sindaco Ciarapica.
- La mozione è stata depositata da sette esponenti del centro sinistra, uno della lista di minoranza e quattro di Vince Civitanova.
- La Lega e Civitanova Unica hanno espresso la loro opposizione.
- Fratelli d’Italia non sembra intenzionata a votare la sfiducia, preferendo l’astensione.



