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lunedì 28 Settembre 2026

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Arvedi-Ast e Mimit: «Impegni mantenuti», ma il nodo energia resta cruciale

Il vertice tra Arvedi-Ast e il Mimit ha confermato l’attuazione dell’Accordo di programma, ma il tema dell’energia resta centrale per la siderurgia umbra.

Il vertice tra il gruppo Arvedi-Ast e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha confermato che gli impegni assunti nell’Accordo di programma per il rilancio dello stabilimento di Ast Terni sono stati mantenuti. L’incontro, svoltosi a Roma, ha visto la partecipazione del ministro Adolfo Urso e di rappresentanti regionali, tra cui la presidente Stefania Proietti e gli assessori Thomas De Luca e Francesco De Rebotti. L’attenzione si è spostata sull’attuazione del piano e sul rispetto del cronoprogramma degli investimenti, che prevedono 557 milioni di euro entro il 2028. Tra i temi affrontati, il costo dell’energia, cruciale per le produzioni energivore, ha suscitato preoccupazioni e richieste di intervento.

Investimenti e sostenibilità ambientale

Le risorse sono destinate all’efficientamento e all’ammodernamento degli impianti, al rafforzamento della produzione di acciaio inox, allo sviluppo dell’acciaio elettrico e agli interventi per la sostenibilità ambientale. Il ministro Urso ha sottolineato l’importanza di un approfondimento tecnico, insieme al ministero dell’Ambiente e dell’Energia e alla Regione, per individuare una soluzione sostenibile per l’impresa e il territorio, compatibile con il quadro europeo. La Regione Umbria ha aperto un tavolo tecnico sul disegno di legge pre-adottato sulle grandi derivazioni idroelettriche, con l’obiettivo di verificare eventuali criticità di legittimità costituzionale.

La Fim Cisl ha espresso preoccupazione per il costo dell’energia, che incide pesantemente sui bilanci delle aziende siderurgiche. I sindacalisti Valerio D’Alò e Simone Liti hanno sottolineato che per la Fim Cisl è impensabile che un Paese, seguendo le direttive europee sulla decarbonizzazione, non garantisca contestualmente le condizioni abilitanti affinché questa transizione avvenga senza contraccolpi sociali. «La prima di queste condizioni è il costo dell’energia, che deve essere reso competitivo ma, soprattutto, stabile nel tempo», hanno osservato. La Fim Cisl ha chiesto alle istituzioni locali un impegno concreto, auspicando che la legge regionale promessa veda la luce entro la fine dell’anno.

Un impegno per la competitività e l’occupazione

La Fiom Cgil ha sottolineato l’urgenza di interventi su energia e rottame, poiché l’aumento dei costi energetici e la crisi internazionale pesano sull’intero comparto siderurgico italiano. I sindacalisti Loris Scarpa e Alessandro Rampiconi hanno rilevato che gli investimenti previsti si avviano alla conclusione in uno scenario più difficile di quello in cui erano stati programmati. «È urgente che le istituzioni affrontino e risolvano, prima del 2029, le questioni legate ai costi dell’energia e all’approvvigionamento del rottame», hanno concluso.

L’Ugl Metalmeccanici ha sottolineato l’urgenza di un’azione coordinata su quattro assi principali: la mitigazione dei costi dell’energia, il contenimento dei prezzi e la regolamentazione dell’approvvigionamento del rottame metallico. Daniele Francescangeli, delegato dell’Ugl, ha affermato che «gli ingenti investimenti promossi dal gruppo Arvedi confermano una chiara volontà di sviluppo industriale e di radicamento sul territorio». L’azione delle istituzioni, a partire dal Governo e soprattutto dalla Regione, deve garantire un quadro di supporto necessario, non solo sui costi energetici, ma anche su politiche volte a mitigare il costo delle materie prime strategiche come il rottame.

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