Il consiglio comunale di Pescara ha approvato la mozione di Futuro Nazionale per la promozione della presenza del crocifisso nelle scuole, un tema che ha acceso un acceso dibattito tra maggioranza e minoranza. La mozione, portata in aula da Valeria Toppetti, ha visto il sostegno del centrodestra, che ha però suscitato accuse di cedimento a idee di Vannacci da parte del centrosinistra. La mozione, che chiede di promuovere l’esposizione del crocifisso dove non c’è, è stata approvata dopo più di due ore di dibattito, con la sospensione richiesta da Roberto Carota e sostenuta dal sindaco Carlo Masci per rivederne alcune parti.
Un dibattito che va oltre il crocifisso
La mozione, pur essendo volta a promuovere la presenza del crocifisso in classe, ha scatenato un confronto politico nazionale. Il centrosinistra ha accusato il centrodestra di aver adottato una posizione “strumentale e propagandistica”, creando un “caso Pescara” che potrebbe avere ripercussioni a livello nazionale. Il capogruppo Pd Piero Giampietro ha definito la mozione “marketing elettorale mortificante”, sottolineando che il crocifisso è già presente in molte classi e che la mozione non risolve alcun problema strutturale.
La mozione non impone scelte, ma promuove l’esposizione del crocifisso dove non c’è.
Valeria Toppetti, proponente della mozione, ha ribadito che la battaglia del crocifisso è culturale e non religiosa. “È un dato di fatto che da duemila anni il crocifisso fa parte della nostra cultura”, ha detto, citando la radice giudaico-cristiana. La mozione, ha spiegato, chiede solo di promuovere l’esposizione del crocifisso dove non c’è, senza imporre alcuna scelta. Toppetti ha anche sottolineato che il centrodestra si ritrova nei valori che fondano il suo percorso, e che nessuno rincorre nessuno. La mozione ha suscitato critiche anche da parte di esponenti del M5s e della Sinistra Italiana, che hanno accusato di strumentalizzazione il tema del crocifisso. “Gesù Cristo non credo possa essere paragonato a un logo del Made in Italy”, ha detto Paolo Sola, sottolineando che la mozione trasforma il simbolo in una battaglia identitaria. L’opposizione ha anche criticato le posizioni di Vannacci, toccando temi come disabilità e femminicidio.
Un dibattito che ha coinvolto l’intero centrodestra
La mozione ha visto il sostegno del centrodestra, con l’intervento di Loris Mazzioli di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato che la vera laicità non si fa cancellando simboli religiosi, ma garantendo libertà di tutti nel rispetto di ciò che siamo. Mazzioli ha ribadito che il centrodestra non cede, ma riconosce il buon operato del governo e la posizione di FdI. Carota, invece, ha sottolineato che è Futuro Nazionale che viene verso il governo, non il contrario.
Il dibattito ha visto anche l’intervento del sindaco Carlo Masci, che ha specificato che non può imporre a nessuna scuola di mettere il crocifisso, e che non c’è scritto questo. L’opposizione, tra cui Enrico Di Ciano e Francesco Pagnanelli, ha accusato il centrodestra di aver creato un “caso Pescara” che potrebbe avere ripercussioni a livello nazionale. Per il Pd, il crocifisso è solo una “forzatura” che denota la pochezza e l’ipocrisia del centrodestra.



