Luca Tridente, artista torinese noto per la sua ricerca esistenziale, presenta al Biennale di Venezia un’opera che esplora la tensione tra l’individuo e il mondo. L’evento, in programma il 7 ottobre 2026, si svolgerà presso Spazio Berlendis, Cannaregio 6301/A, e vedrà l’artista protagonista di un approfondimento critico a cura di Valentina Minniti. L’opera, intitolata “Custodi del crepuscolo”, è una pittura che si colloca tra il figurativo e l’astratto, mantenendo un forte legame con la tradizione artistica e filosofica.
Un linguaggio che evoca senza definire
La pittura di Luca Tridente, ereditata dal padre, si muove lungo una dialettica tra finitudine e infinito, individuo e collettività, vuoto e materia. La critica ha definito questa dimensione con il termine “apeiron”, l’indefinito in cui il soggetto resta continuamente sospeso tra sé e il mondo. L’artista, che ha dichiarato: “Evocare senza definire…creare senza esercizio manieristico con un gioco di ombre piuttosto che con un chiaroscuro”, si distingue per un linguaggio che lascia spazio al fruitore per continuare una storia, una narrazione.
La tela presentata a Venezia, “Custodi del crepuscolo”, mette in scena un paesaggio boschivo in lontananza, analizzato in sezione. Dense pennellate verdi occupano circa i due terzi inferiori del piano, mentre gli alberi si sviluppano verso l’alto accentuando la scansione verticale della composizione. La struttura slanciata delle figure umane, condivisa con gli alberi, richiama la ricerca scultorea di Alberto Giacometti, mentre la scansione orizzontale può ricordare, pur con un linguaggio profondamente diverso, “Rhein II” di Andreas Gursky.
Un percorso artistico tra Italia e internazionalità
Dopo la laurea in psicologia, avviata all’inizio degli anni Novanta, la ricerca di Luca Tridente si è concentrata sull’indagine del proprio mondo interiore. È nel 2010 che individua una chiave espressiva caratterizzante nella futura produzione. Nel corso degli anni, la sua attività espositiva si è sviluppata tra Italia ed estero: si citano a titolo non esaustivo le diverse manifestazioni artistiche con la Galleria Wikiarte tra l’Expo di Bologna e Bergamo Arte Fiera (2016), seguite da un 2017 denso di personali tra cui “Animula vagula blandula” al Palazzo di Città di Torino, con tappe a Palazzo Pfanner a Lucca e alla Galleria Wikiarte di Bologna.
Un momento di forte maturità è segnato dall’antologica 2010-2024 alla Fondazione Uomo di Milano. La sua ricerca è stata ospitata in diversi contesti fieristici nazionali, tra i quali: Arte Genova, la Fiera di Montichiari, Expo Arte Arezzo. Nel 2025 è da segnalare la partecipazione alla mostra bi-personale “Apeiron” presentata negli spazi della Medina Art Gallery di Roma, segue nel 2026 la collettiva “Soglie invisibili” presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni e “Back to Matter- A gentle Revolution” presso Palazzo Saluzzo Paesana a Torino.
Il colore assume inoltre un valore simbolico: il marrone si associa alla terra e alla calma, mentre il verde compare nelle opere in cui la componente bucolica si fa presenza più diretta. Sul piano tecnico, Tridente intreccia grafite, carboncino, acrilico, olio, gesso e resine, mantenendo un interesse costante per la superficie e la sua fisicità. La tela presentata a Venezia, con una forte consistenza materica, mette in scena un paesaggio boschivo in lontananza, analizzato in sezione: dense pennellate verdi occupano circa i due terzi inferiori del piano, mentre gli alberi si sviluppano verso l’alto accentuando la scansione verticale della composizione.



