La Fimmg, l’associazione italiana dei medici di famiglia, ha lanciato un appello per spostare la campagna vaccinale contro l’influenza, a causa del caldo anomalo e del cambiamento climatico che potrebbe alterare la stagionalità del virus. I medici sostengono che le previsioni climatiche, condizionate da El Niño e da un mutamento generale del clima, indicano un autunno e un inverno potenzialmente più caldi della norma, fino a gennaio-febbraio. Questo potrebbe influire sulla diffusione del virus e sull’andamento della stagione epidemiologica.
Il caldo anomalo e la stagionalità del virus
Il freddo è uno dei principali fattori che favorisce la diffusione dei virus respiratori, poiché riduce le attività all’aperto e concentra le persone in ambienti chiusi e poco ventilati. Se le previsioni si confermassero, la curva epidemica potrebbe risultare più bassa, più lenta o spostata in avanti rispetto agli anni passati, secondo Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Fimmg. Questo significa che la stagione dell’influenza potrebbe non seguire il solito copione, diventando una sorta di “rebus” per i medici che monitorano la situazione.
La protezione del vaccino e la sua efficacia nel tempo
La protezione fornita dal vaccino si indebolisce con il passare dei mesi, e se la somministrazione fosse fatta troppo presto, il rischio è di trovarsi “scoperti” durante la fase più critica della stagione. Per questo motivo, i medici di famiglia chiedono di spostare la campagna vaccinale in avanti, in modo da coprire la fase in cui il virus potrebbe diffondersi di più. Inoltre, se il picco slitta verso la fine dell’inverno, chiudere la campagna a dicembre come da consuetudine significherebbe lasciare scoperta proprio la fase più critica.
La Fimmg ha anche sottolineato l’importanza della sorveglianza virologica ed epidemiologica, che deve iniziare subito e essere messa a disposizione dei dottori di famiglia. I medici non dispongono dei dati settimanali RespiVirNet sulla circolazione dei virus respiratori, che permetterebbero di orientare la diagnosi differenziale e di decidere con più sicurezza sulle terapie e sui pazienti da monitorare più da vicino. Quei dati sono fondamentali per modulare la vaccinazione in base all’incidenza reale.
La Fimmg ha chiesto a Ministero della Salute e Regioni di riflettere sui tempi e sugli strumenti della campagna vaccinale, alla luce delle proiezioni climatiche per i prossimi mesi. Inoltre, Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano, ha spiegato che la prossima stagione potrebbe essere meno pesante della precedente, ma non deve diventare un invito a sottovalutare l’influenza. La strategia deve adattarsi al cambiamento climatico e ai nuovi scenari epidemiologici. La campagna vaccinale, fissata al via il 1 ottobre, potrebbe quindi subire un ritocco per rispondere alle nuove condizioni climatiche e epidemiologiche. I medici di famiglia, con il loro ruolo centrale nel monitoraggio e nella prevenzione, chiedono una maggiore flessibilità e una maggiore attenzione alle variazioni stagionali, che potrebbero influire in modo significativo sulla salute della popolazione.



