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lunedì 28 Settembre 2026

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Salim El Koudri monitorato da servizi segreti? Mezzetti chiede spiegazioni a Piantedosi

Il sindaco di Modena chiede chiarimenti al ministro Piantedosi sul presunto monitoraggio dell’attentatore Salim El Koudri da parte dei servizi segreti.

Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di chiarire se i servizi segreti avessero monitorato Salim El Koudri, l’attentatore che ha ucciso Monica Esposito il 16 maggio 2026. La richiesta nasce da dichiarazioni emerse durante la trasmissione Fuori dal coro, rilanciate dal quotidiano La Verità, e da una testimonianza anonima di un operativo dell’intelligence. Mezzetti ha sottolineato che, se le informazioni fossero confermate, sarebbe necessario chiedere conto delle dichiarazioni del ministro, fatte poco dopo l’attentato, secondo cui nulla fosse sfuggito al sistema di prevenzione.

Monitoraggio e interruzione dell’attività

Secondo quanto emerso, l’operativo ha affermato che El Koudri sarebbe stato seguito e “attenzionato” in diversi momenti tra il 2021 e il 2023. Tuttavia, l’attività sarebbe stata successivamente interrotta. Mezzetti ha chiesto al ministro di chiarire le ragioni dell’interruzione e se fosse a conoscenza del fatto che El Koudri fosse stato oggetto di attenzione da parte di strutture di intelligence o antiterrorismo. Inoltre, ha richiesto spiegazioni sul concetto di “errata interpretazione comportamentale” menzionato dall’operativo e come queste circostanze possano conciliarsi con l’affermazione del ministro che nulla fosse sfuggito al sistema di prevenzione.

La posizione del ministro

Dopo l’attentato, il ministro Piantedosi aveva dichiarato che il fatto appariva riconducibile prevalentemente a una condizione di disagio psichiatrico. Successivamente, ha ribadito che il sistema antiterrorismo aveva retto e che non era stato sfuggito nulla. Mezzetti ha sottolineato che, alla luce delle informazioni rese pubbliche, questa rassicurazione richiede una spiegazione. Il sindaco ha espresso preoccupazione per la gravità delle affermazioni e ha chiesto al ministro di fornire risposte chiare e tempestive. Le dichiarazioni del sindaco sono state rilanciate da La Verità e sono state accompagnate da una testimonianza anonima. Mezzetti ha sottolineato che, se le informazioni fossero confermate, sarebbe necessario chiedere conto delle dichiarazioni del ministro. L’operativo ha parlato di un “epilogo negativo” riconducibile a una possibile “errata interpretazione comportamentale” nella valutazione del soggetto. Tuttavia, le informazioni restano da verificare, ma la loro gravità non permette di ignorarle.

Il caso di Salim El Koudri ha suscitato dibattiti su come i servizi di intelligence possano intervenire in situazioni di rischio e su come le decisioni di interruzione possano influire sui risultati. Mezzetti ha chiesto al ministro di chiarire se fosse a conoscenza del monitoraggio e delle ragioni dell’interruzione. La richiesta del sindaco rappresenta un ulteriore passo nella lotta per la verità e per una maggiore trasparenza nel sistema di prevenzione antiterrorismo.

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