Unione Zero, il quartiere in costruzione a Sesto, si sviluppa su terreni ex Falck, con gru, mezzi e centinaia di operai che movimentano la zona. L’obiettivo iniziale era di ricucire le due parti di Sesto divise dalla ferrovia, ma le opinioni dei residenti non sono uniformi. Antonio, 75 anni, ex operaio Falck e Breda, racconta: “Questa città che sale sembra più una città che incombe. Si soffoca in mezzo a questi giganti di cemento senza balconi, alti fino a 60 metri, spropositati e sproporzionati”. La sua descrizione riflette una preoccupazione diffusa: l’immensa presenza di edifici alti e spazi limitati, che sembrano non integrarsi con l’ambiente circostante.
Un progetto che mirava a ricucire le due parti di Sesto
L’obiettivo iniziale di Unione Zero era di unire le due parti di Sesto divise dalla ferrovia. Tuttavia, il risultato attuale sembra distante da questa visione. “Perché è solo da via Acciaierie che quel monoblocco, che si staglia dal nulla davanti agli occhi, si svela in tutte le sue forme, stazze e altezze”, spiega un testimone. La zona, che si estende dall’angolo con via Giovanna D’Arco a via Mazzini, presenta una nuova colonna vertebrale urbana, ma manca di spazi verdi e di un’identità chiara. “Ma senza polmoni: del parco non c’è ancora nemmeno un’aiuola stilizzata”, commenta un’anziana di 80 anni, che vive vicino al cantiere.
Le strutture in costruzione, come l’edificio dello studentato da 22mila metri quadri e 705 posti letto, non sembrano integrarsi con l’ambiente esistente. “Quando aprivo le finestre di casa, vedevo le montagne. Ora vedo vetrate riflettenti, forme che provano a ricalcare l’architettura post industriale, pilastri ovunque”, racconta un’anziana. Per lei, l’aspetto delle nuove costruzioni è “terrificante”. Le strutture, pur progettate per un’immagine moderna, sembrano avulse dalle abitazioni esistenti e non creano un senso di armonia. Anche la passerella, un elemento che doveva collegare le due parti della città, sembra scomparire tra i giganti di cemento.
Un’architettura che divide, non unisce
Il futuro albergo di 15mila metri quadrati per 301 camere e la torre di Intesa Sanpaolo, di vetro e completamente specchiata, rappresentano un simbolo di una Sesto in evoluzione. Tuttavia, il rapporto con via Acciaierie è descritto come “impietoso”, nonostante si sia cercato di posizionare le volumetrie più elevate verso la ferrovia. Mentre il progetto si sviluppa, le critiche si moltiplicano, soprattutto riguardo alla mancanza di spazi pubblici e di un’identità urbana chiara. Il disegno dello spazio pubblico, che ancora non si vede, è la chiave per comprendere il futuro di questo quartiere.
La realizzazione di Unione Zero rappresenta un passo importante per la trasformazione di Sesto, ma le opinioni dei residenti e dei cittadini restano divise. Mentre alcuni vedono un simbolo di progresso e modernità, altri temono un’urbanizzazione che non rispetta le tradizioni e le esigenze della comunità. Il futuro di questo quartiere dipenderà non solo dalle strutture in costruzione, ma anche dal disegno dello spazio pubblico, che ancora non si vede.
- Unione Zero, quartiere in costruzione a Sesto
- Edifici alti fino a 60 metri, senza balconi
- Manca il verde e lo spazio pubblico
- Progetti di architettura post industriale
La costruzione di Unione Zero segna un cambiamento nella città, ma le critiche continuano a crescere. La mancanza di spazi verdi e di un’identità urbana chiara alimenta le preoccupazioni dei residenti. Mentre il quartiere si sviluppa, la comunità attende con ansia il disegno dello spazio pubblico, che potrebbe definire il futuro di Sesto.



