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lunedì 28 Settembre 2026

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Cronaca nera

Un uomo arrestato a Torino per aver usato un jammer per impedire la chiusura di un’auto e tentare di rubarla

Un uomo di 53 anni arrestato a Torino per aver utilizzato un jammer per impedire la chiusura di un’auto e tentare di rubarla.

Un uomo di 53 anni è stato arrestato a Torino per aver utilizzato un jammer per impedire la chiusura di un’auto e tentare di rubarla. L’episodio è avvenuto in corso Vittorio Emanuele II, nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova, durante un servizio di pattugliamento della Squadra Mobile della Polizia di Stato. L’uomo, insieme a un complice, ha atteso che una donna parcheggiasse la sua auto e si allontanasse a piedi, confidando nella chiusura automatica del veicolo attraverso il sistema keyless.

Un tentativo di furto aggravato

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uno dei due uomini si sarebbe avvicinato rapidamente alla vettura e avrebbe utilizzato un jammer, un dispositivo in grado di generare interferenze sulle frequenze radio utilizzate dai sistemi elettronici, per impedire che il comando di chiusura arrivasse correttamente all’automobile. In questo modo, la vettura sarebbe rimasta aperta nonostante la conducente si fosse allontanata. Dopo aver verificato che l’auto non fosse stata chiusa, l’uomo sarebbe entrato nell’abitacolo, ma la Squadra Mobile ha intervento immediatamente, bloccando il 53enne prima che riuscisse a portare a termine il furto.

La tecnica utilizzata è diventata sempre più comune tra i criminali. L’uso di dispositivi come il jammer rappresenta un metodo sempre più utilizzato per aggirare i sistemi di sicurezza delle auto moderne. La Polizia di Stato ha sottolineato come questa pratica abbia aumentato la complessità dei reati di proprietà, richiedendo interventi più mirati e tecnologici da parte delle forze dell’ordine.

Un reato in concorso

L’uomo è stato arrestato e accompagnato nella casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino. È gravemente indiziato del reato di tentato furto aggravato in concorso. La Squadra Mobile ha sottolineato che il servizio di pattugliamento è stato finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati predatori, e l’intervento ha permesso di evitare un furto con conseguenze potenzialmente gravi. L’uomo e il suo complice sono ora sotto indagine per ulteriori accertamenti.

La polizia ha ricordato che l’uso di dispositivi illegali è un reato grave. L’episodio ha suscitato preoccupazione per la crescente sofisticazione dei metodi utilizzati per commettere reati di proprietà. La Polizia di Stato ha invitato i proprietari di auto a mantenere sempre attivi i sistemi di sicurezza e a segnalare eventuali sospetti. L’episodio a Torino rappresenta un ulteriore esempio di come i reati possano evolversi in modo sempre più tecnologico e sofisticato. La situazione ha suscitato interesse tra i cittadini e le forze dell’ordine, che stanno monitorando l’aumento di simili episodi in diverse città italiane. La Polizia di Stato ha anche ricordato che l’uso di dispositivi illegali per aggirare i sistemi di sicurezza è un reato grave e punibile con sanzioni severe. L’arresto del 53enne rappresenta un ulteriore passo nella lotta contro i reati predatori e la criminalità organizzata.

Il caso ha messo in luce la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini riguardo ai rischi legati ai sistemi di sicurezza delle auto. La Polizia di Stato continua a monitorare l’evoluzione di tali metodi e a collaborare con le aziende produttrici per migliorare la protezione delle vetture. L’episodio a Torino è un esempio concreto di come la tecnologia possa essere sfruttata in modo illegale, ma anche di come le forze dell’ordine possano reagire efficacemente.

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