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lunedì 28 Settembre 2026

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Cronaca nera

Ustica, la Francia apre alla collaborazione: i pm potrebbero ritirare l’archiviazione

La Francia si offre di condividere documenti sull’inchiesta Ustica, i pm potrebbero ritirare la richiesta di archiviazione.

La Francia ha espresso la sua disponibilità a collaborare con l’Italia sull’inchiesta sulla strage del DC-9 dell’Itavia precipitato a Ustica il 27 giugno 1980, a pochi giorni dall’udienza di archiviazione che si terrà il 30 settembre a Roma. L’ambasciata francese ha inviato una nota alla Farnesina, annunciando la possibilità di trasferire all’Italia tutta la documentazione relativa al caso, che copre un periodo che arriva agli anni ’90. Il materiale, già in possesso del ministero della Giustizia, è stato trasmesso ai giudici romani competenti. I pubblici ministeri potrebbero decidere di ritirare la richiesta di archiviazione delle indagini, che ha suscitato un dibattito politico e sociale intenso.

Documenti francesi e nuove piste

La collaborazione francese potrebbe aprire nuove piste sull’inchiesta, che non ha mai chiarito la dinamica e le responsabilità del disastro che causò la morte di 81 persone. Tra le ipotesi seguite c’è quella dell’abbattimento del velivolo da parte di un missile dell’aeronautica militare francese. I documenti francesi richiesti in passato dalla Procura di Roma tramite rogatorie internazionali potrebbero fornire informazioni utili per ulteriori indagini. Le autorità di Parigi si sono dette pronte ad assecondare ulteriori richieste sull’argomento, dimostrando un interesse concreto per la soluzione del mistero.

La disponibilità del materiale potrebbe influenzare la decisione dei pm. Il dossier, che copre un periodo che arriva agli anni ’90, è stato già trasmesso ai giudici romani competenti tramite il ministero della Giustizia. Alla luce di questa svolta, i pubblici ministeri potrebbero decidere di ritirare la richiesta di archiviazione delle indagini sul disastro che uccise 81 persone.

Un caso irrisolto da oltre quarant’anni

La strage di Ustica, avvenuta la notte del 27 giugno 1980, rimane uno dei misteri più affascinanti e controversi della storia italiana. Il DC-9 dell’Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, precipitò nel Mar Tirreno, facendo affondare con sé tutte le 81 persone a bordo. L’inchiesta non ha mai accertato con certezza la dinamica del disastro, e diverse teorie sono state avanzate nel corso degli anni. Una nuova inchiesta fu aperta nel 2008, dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che indicò i francesi come possibili responsabili dell’abbattimento dell’aereo.

La presidente dei famigliari delle vittime ha espresso l’opposizione all’archiviazione. Daria Bonfietti ha ribadito l’importanza di proseguire le indagini per trovare la verità. «La verità è conosciuta dal 1999, dall’ordinanza del giudice Priore: il DC-9 è stato abbattuto in un’operazione di polizia internazionale, della quale nessuno ha dato spiegazioni», ha ribadito. I pm, nell’udienza del 30 settembre, potrebbero decidere di ritirare la richiesta di archiviazione, se i nuovi documenti francesi forniranno elementi sufficienti per proseguire l’indagine. La collaborazione francese potrebbe rappresentare una svolta decisiva per l’inchiesta, che non ha mai raggiunto una conclusione definitiva. La disponibilità del materiale e la volontà di condividere informazioni potrebbero aprire nuove possibilità per chiarire il mistero di Ustica, che ha affascinato e tormentato la società italiana per oltre quarant’anni.

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