Lo street artist noto come “Cibo”, Pier Paolo Spinazzè, è stato arrestato in flagranza mentre si trovava in una maxi piantagione di cannabis a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona. L’operazione, condotta dai finanzieri della guardia di finanza di Venezia, ha portato al sequestro di oltre 60 chilogrammi di marijuana e a un’indagine coordinata dalla Procura di Verona. L’artista, 44 anni, è famoso per i murales che nascondono simboli d’odio e svastiche sulle mura della città. L’arresto è avvenuto martedì 29 settembre 2026, in un terreno di oltre 200 metri quadrati utilizzato per coltivare piante di cannabis.
Un sistema di sorveglianza avanzato
Le piantagioni sono state individuate grazie ai sorvoli degli elicotteri della guardia di finanza, che hanno permesso di localizzare le coltivazioni nascoste nella vegetazione. Il sistema di sorveglianza installato nel bosco includeva fototrappole occultate nella vegetazione, utilizzate per monitorare chiunque si avvicinasse alle coltivazioni. Nonostante questi accorgimenti, i finanzieri sono riusciti a intervenire mentre i due arrestati si trovavano sul posto. Le piantagioni erano protette da un impianto di irrigazione centralizzato alimentato da fusti per la raccolta dell’acqua.
Le successive perquisizioni domiciliari hanno portato al sequestro di altre tre piante di cannabis nell’abitazione di uno degli arrestati e di circa 53 grammi di marijuana in quella dell’altro. L’analisi di laboratorio determinerà la percentuale di principio attivo e il numero di dosi ricavabili, dati necessari per stimare il valore della produzione sul mercato illecito. L’artista, noto per i murales che nascondono simboli d’odio, è stato trovato in compagnia di un’altra persona, anch’essa in arresto.
Un profilo Instagram con 412 milioni di follower
Spinazzè, noto con il nome d’arte “Cibo”, ha un profilo Instagram che vanta circa 412 milioni di follower. La sua attività come street artist ha reso noto il suo lavoro, ma non ha mai previsto un arresto per attività illecite. L’operazione ha messo in luce come anche figure pubbliche, come artisti, possano essere coinvolte in attività illegali. L’indagine, sviluppata attraverso alcuni mesi di osservazioni, ha portato all’arresto in una piantagione di cannabis, un caso che ha suscitato interesse nella comunità locale. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di monitorare attività illegali anche in contesti apparentemente diversi, come quelli dell’arte e della creatività. L’arresto di Spinazzè rappresenta un esempio di come le operazioni di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti possano coinvolgere anche figure non convenzionali. L’indagine proseguirà per chiarire tutti i dettagli dell’operazione e delle responsabilità coinvolte.



