Il direttore della Tour Eiffel, Patrick Branco Ruivo, ha annunciato di dimettersi alla fine dell’anno dopo una controversia che ha coinvolto l’allontanamento di dipendenti donne durante una visita di una delegazione religiosa indù. L’episodio, scoppiato a inizio settembre, ha suscitato reazioni forti nel governo francese e tra i candidati alla presidenza. La società che gestisce il monumento, Sete, ha riconosciuto di aver accettato condizioni non accettabili per l’organizzazione della visita, e ha espresso rammarico per l’accaduto.
Una visita che ha scatenato proteste
La delegazione del movimento spirituale indù Bochasanwasi Akshar Purushottam Swaminarayan Sanstha (Baps) aveva chiesto di organizzare la visita alla Tour Eiffel limitando le interazioni con le donne. Secondo le dichiarazioni del personale, alcune dipendenti sono state invitate a lasciare la propria postazione e a ritirarsi in alcuni locali, in alcuni casi sostituite da uomini. A tutte è stata data indicazione di non attraversare determinate zone durante la presenza della delegazione. Il personale ha definito la situazione grave e contraria ai valori di uguaglianza e non discriminazione.
Le dipendenti sono state escluse e sostituite durante la visita. La Sete ha ammesso di aver accettato condizioni non accettabili per l’organizzazione della visita, e ha promesso di trarne tutte le conseguenze. Il personale ha denunciato “istruzioni professionali che hanno portato le lavoratrici a essere escluse, sostituite e rese invisibili a causa del loro sesso”. L’episodio ha portato a un sciopero e alla chiusura del monumento per un breve periodo.
Reazioni politiche e sindacali
La ministra per la Parità tra donne e uomini, Aurore Bergé, ha dichiarato che in Francia non si chiede alle donne di farsi da parte e che nessun dogma o religione è superiore alle leggi della Repubblica. L’ex premier Gabriel Attal ha affermato che in Francia nessuna cultura, credo o culto può dettare alle donne il proprio posto. Sulla stessa linea, la candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha sottolineato che la Francia non accetterà mai che la presenza delle donne venga limitata.
Il caso ha suscitato reazioni forti nel governo e tra i candidati alla presidenza. Il personale della Tour Eiffel, attraverso un comunicato inviato al sindacato Cgt, ha denunciato le condizioni di lavoro e le discriminazioni subite. La Sete ha aggiunto di aver presentato le proprie scuse al personale e ai visitatori, e di aver rammaricato profondamente l’accaduto. L’episodio ha messo in luce le tensioni tra tradizione, religione e diritti delle donne. Il direttore Branco Ruivo, alla guida del monumento parigino dal 2018, lascerà il suo incarico a fine anno dopo che un’indagine interna ha rivelato “carenze e disfunzioni operative” nell’organizzazione della visita, che hanno portato all’allontanamento “inaccettabile” di alcune dipendenti. La Tour Eiffel, simbolo dell’identità parigina, ha visto un episodio che ha scosso l’opinione pubblica e ha avuto un impatto significativo sul mondo del lavoro e sulla politica francese.



