Il governo spagnolo ha approvato due decreti regi per rispondere alla crisi abitativa, con misure che mirano a proteggere gli inquilini e a incentivare la costruzione di alloggi accessibili. L’approvazione, avvenuta il 29 settembre 2026, arriva in un momento di crescente pressione sociale per il rincaro degli alloggi e le difficoltà di accesso sia all’affitto sia alla proprietà. La ministra della Casa e dell’Agenda Urbana, Isabel Rodríguez, ha definito l’abitazione come “il principale problema degli spagnoli” e ha presentato le misure come una risposta ampia a una crisi che considera particolarmente “complessa”.
Protezione degli inquilini e rafforzamento dei contratti
Il primo decreto regio è articolato in quattro grandi blocchi di misure, tra cui la protezione contro gli sfratti e lotta alla speculazione immobiliare. Il governo propone di prorogare fino al 2030 la validità del cosiddetto “scudo sociale”, con l’obiettivo di rafforzare la tutela delle persone vulnerabili di fronte alla perdita dell’abitazione. “Non vogliamo più casi come quello di Maricarmen”, ha dichiarato Rodríguez, riferendosi alla donna di 87 anni sfrattata a Madrid. Il secondo decreto, invece, si concentra in modo specifico su rafforzare la stabilità dei contratti di affitto, con misure che mirano a garantire una maggiore sicurezza a chi vive in locazione.
Il governo ha anche introdotto un’IVA del 10% per gli appartamenti turistici illegali, che dovranno essere chiusi dalle comunità autonome competenti. Inoltre, si punta a limitare gli acquisti speculativi di alloggi e a identificare le aziende che effettuano questo tipo di operazioni, per impedire che continuino a speculare su un bene essenziale. La ministra ha spiegato che il secondo testo affronta “un aspetto molto concreto” della crisi dell’affitto e ha sostenuto che l’esecutivo sta cercando da tempo di modificare l’attuale modello per garantire una maggiore sicurezza a chi vive in locazione.
Agevolazioni fiscali e incentivi per la prima casa
Il governo ha annunciato una riduzione dell’IVA al 4% per le abitazioni protette e di promozione pubblica, nonché agevolazioni fiscali per i proprietari, grazie alle quali alcune famiglie potranno risparmiare l’equivalente di una mensilità di affitto. Per aiutare chi desidera passare dall’affitto alla proprietà, è stato lanciato il meccanismo “Tu Casa (La tua casa)”, un nuovo finanziamento a tasso zero. L’esecutivo vuole inoltre aumentare la costruzione di alloggi accessibili, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e l’accesso alla casa.
Il governo ha anche introdotto un’IVA del 10% per gli appartamenti turistici illegali, che dovranno essere chiusi dalle comunità autonome competenti. Inoltre, si punta a limitare gli acquisti speculativi di alloggi e a identificare le aziende che effettuano questo tipo di operazioni, per impedire che continuino a speculare su un bene essenziale. La ministra ha spiegato che il secondo testo affronta “un aspetto molto concreto” della crisi dell’affitto e ha sostenuto che l’esecutivo sta cercando da tempo di modificare l’attuale modello per garantire una maggiore sicurezza a chi vive in locazione.
L’accordo è arrivato “in extremis” dopo un’intensa negoziazione all’interno dello stesso governo di coalizione guidato da Pedro Sánchez. Il Consiglio dei ministri è iniziato con oltre un’ora di ritardo a causa delle divergenze di Sumar, socio minoritario dell’esecutivo, sulle concessioni proposte a Junts, il partito indipendentista catalano. “È stato un testo molto difficile e complesso”, ha riconosciuto Rodríguez, ringraziando la “generosità” di chi ha partecipato alla sua elaborazione. Secondo la ministra, il testo ha beneficiato dei contributi di gruppi politici, organizzazioni sociali ed esperti. Il governo ora vuole accelerare l’iter parlamentare e ha chiesto al Congresso la convocazione di una seduta plenaria straordinaria già per questo venerdì. “Cercheremo di far sì che questo testo veda la luce il prima possibile”, ha dichiarato Rodríguez, che ha definito la norma “ambiziosa” e ha assicurato che esiste “un grande consenso sociale nel nostro Paese su queste misure per attenuare la crisi della casa”.



