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martedì 29 Settembre 2026

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Le donne iraniane rovesceranno il regime, dice la premio Nobel Narges Mohammadi

La premio Nobel iraniana Narges Mohammadi parla di resistenza e libertà: «Le donne rovesceranno il regime».

Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace 2023, ha parlato in un’intervista a Open di come le donne iraniane stanno cambiando il Paese e di come la loro lotta per la libertà e i diritti possa portare alla caduta del regime. «La rivoluzione Donna, Vita, Libertà ha cambiato l’Iran», ha detto l’attivista, che ha trascorso anni in carcere e ha subìto torture e condanne. «La democrazia in Iran non sarà mai possibile finché alle donne verranno negati i loro diritti», ha sottolineato. Mohammadi, che è stata arrestata 14 volte e condannata a oltre 44 anni di carcere, ha spiegato come la sua battaglia per i diritti delle donne sia diventata un simbolo di resistenza per l’intera società iraniana.

Il controllo del corpo e la repressione

«Il controllo sul corpo di una donna è un simbolo del potere tirannico e dell’oppressione», ha detto Mohammadi. Secondo l’attivista, il regime iraniano usa il velo, il trucco e altre norme per sottomettere le donne, ma questa forma di controllo serve a estendere il dominio all’intera società. «Il sistema cerca di dominare la società, che è composta da uomini e donne, e le donne ne rappresentano la metà. Se un governo riesce a sottomettere e controllare metà della popolazione, può facilmente estendere il proprio dominio all’intera società», ha spiegato. Mohammadi ha anche sottolineato come l’obbligo del velo, o hijab, non sia solo una questione religiosa, ma un strumento politico per sottomettere le donne e rafforzare il potere autoritario.

La democrazia in Iran non sarà mai possibile finché alle donne verranno negati i loro diritti. Mohammadi ha affermato che il popolo iraniano merita di raggiungere la democrazia, ne ha la capacità ed è impegnato in questa lotta. L’attivista ha parlato del movimento «Donna, Vita, Libertà», che ha avuto un impatto profondo non solo in Iran, ma in tutto il mondo. «Con la rivoluzione Donna, Vita, Libertà, abbiamo assistuto a profonde trasformazioni nella società iraniana. Il movimento ha prodotto cambiamenti che altrimenti avrebbero richiesto un periodo di tempo molto più lungo per realizzarsi», ha spiegato. Mohammadi ha anche menzionato come le proteste dell’8 e 9 gennaio 2026 abbiano dimostrato che la società iraniana rimane attiva nonostante la repressione violenta.

La resistenza e la speranza di una democrazia

«Le donne iraniane hanno ridefinito il significato della resistenza», ha sottolineato. «Questo movimento ha introdotto forme creative e innovative di mobilitazione sociale, con un impatto profondo sulla società iraniana. Nulla di tutto questo può essere ignorato. Ha trasformato la nostra cultura, incrinato le strutture autoritarie ed elevato la dignità e la posizione delle persone all’interno dello squilibrio di potere tra lo Stato e il popolo», ha aggiunto. Mohammadi ha anche parlato del rischio di tornare in carcere, ma ha sottolineato che la sua battaglia per i diritti delle donne non è mai stata interrotta.

La vittoria non è facile, ma è certa. Mohammadi ha spiegato che la sua certezza deriva dal fatto che il popolo iraniano ha maturato una consapevolezza e accumulato esperienze inestimabili. «L’obiettivo è raggiungere la dignità e l’onore umano, conquistare la libertà e la giustizia, costruire una democrazia e una pace duratura. Sono certa che il popolo iraniano abbia maturato una consapevolezza e accumulato esperienze inestimabili, anche se ottenute a un prezzo estremamente alto e devastante», ha detto. Mohammadi ha anche sottolineato che le donne iraniane hanno sviluppato una forza, una consapevolezza e una capacità di comprendere la propria condizione tali da non arrendersi finché non avranno conquistato i loro diritti.

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