Un neonato di un anno è stato sottoposto a eutanasia nei Paesi Bassi, confermato dal governo. Il caso rappresenta la prima volta in cui un minore così giovane è stato sottoposto a questa pratica, in seguito all’estensione delle leggi sul fine vita del Paese. Il bambino, nato prematuramente, aveva contratto una sepsi e era stato giudicato affetto da “grave danno cerebrale” già a quattro mesi di vita. Al momento del decesso, soffriva di paralisi cerebrale e di una forma grave di epilessia. Il rapporto ufficiale, pubblicato all’inizio di questo mese, ha reso noti i dettagli del caso, che ha suscitato dibattito e preoccupazione.
Condizioni critiche e mancanza di miglioramenti
Secondo il rapporto, il bambino aveva problemi di eliminazione dell’espettorato, il che significa che era difficile mobilizzare e tossire il muco dai polmoni e dalle vie respiratorie. Oltre alla mancanza di fiato, questo comporta un rischio sensibilmente più elevato di infezioni respiratorie. Nel corso della breve vita del bambino non si è registrato alcun sviluppo o miglioramento. I genitori hanno chiesto al medico del bambino “di porre fine alla vita del figlio” quando è apparso chiaro che non c’era alcuna speranza di miglioramento.
Il medico ha espresso la sua preoccupazione, dicendo: “Come medico ci si trova in una posizione estremamente vulnerabile, perché una cosa del genere non era mai successa prima.” La procura olandese ha reso noto a giugno che un bambino era morto tramite eutanasia l’anno scorso, ma senza fornire ulteriori dettagli sull’età del neonato o sulla malattia terminale.
Legge sull’eutanasia per minori
Nel 2024 i Paesi Bassi hanno legalizzato l’eutanasia per i minori gravemente malati di età compresa tra uno e 12 anni. Questo caso rappresenta il primo minore malato terminale sottoposto a eutanasia dopo l’estensione delle leggi sul fine vita del Paese. È la persona più giovane al mondo morta per eutanasia. Tutti i casi devono essere segnalati ai comitati di valutazione medica.
Secondo i Regional Euthanasia Review Committees, lo scorso anno nei Paesi Bassi sono stati registrati 10.341 decessi per suicidio assistito o eutanasia, un aumento del 3,8% rispetto al 2024. La procura ha seguito il parere di una commissione che ha stabilito che il professionista aveva agito con la dovuta diligenza e non intende perseguire il medico. “Ancora oggi sembra che una spada di Damocle sia rimasta sospesa sopra la tua testa per quasi un anno.” Il caso ha suscitato dibattito su temi come la dignità della vita, i limiti della medicina e la responsabilità dei medici. I Paesi Bassi sono stati il primo Paese al mondo a legalizzare l’eutanasia nel 2002, a condizioni rigorose. La pratica è regolata da normative precise, che richiedono valutazioni approfondite e approvazioni multiple prima di procedere.



