Ferdinand Nokaj, un giovane di origine albanese, è stato trovato privo di vita vicino a Grumo, dopo una scomparsa drammatica avvenuta il 30 agosto scorso a Rovereto. Il corpo del ragazzo è stato ritrovato il 5 settembre, ma la famiglia non ha potuto riconoscerlo fino a giorni più tardi, quando è stata convocata in Trentino per il riconoscimento. La notizia ha sconvolto la comunità, con un’immagine di un ragazzo che, secondo il fratello Martin, era “un ragazzo d’oro”, sempre disponibile, sensibile e appassionato del disegno.
Una vita dedicata al disegno e al volontariato
Ferdinand Nokaj aveva una passione per il disegno, che lo accompagnava fin da giovane. A Rovereto, dove viveva e studiava, ha organizzato una mostra, dimostrando una capacità artistica e un impegno costante. Inoltre, ha svolto attività di volontariato alla Croce Rossa a Fossombrone e ha lavorato come animatore per bambini in un centro estivo a Calcinenelli, luogo in cui aveva giocato da piccolo. Era un ottimo studente, caparbio e sempre disponibile a migliorare i propri risultati, come ha spiegato il fratello Martin. La sua vita era segnata da un impegno sincero e una passione per l’arte. Il fratello ha ricordato come il ragazzo fosse sempre disponibile, non aveva problemi con nessuno e raramente faceva arrabbiare i genitori. Era sensibile, gentile e aveva una forte connessione con la famiglia e gli amici.
Le ultime ore prima della scomparsa
Il 30 agosto, il giorno della scomparsa, Ferdinand ha avuto un ultimo contatto con il fratello Martin, alle 19:16, tramite un messaggio su WhatsApp. Prima di allora, aveva parlato con lui in telefono alle 17:21, quando era apparso preoccupato e impaurito, dopo essere stato aggredito da due persone. Il fratello ha riferito che il ragazzo era stato minacciato e aveva paura. Dopo questa chiamata, non ci sono state altre comunicazioni.
La scomparsa ha colpito la famiglia e la comunità, creando un incubo che si è esteso tra il Trentino e le Marche. Il giorno successivo, il 31 agosto, Martin ha denunciato la scomparsa ai carabinieri di Fano, non riuscendo più a mettersi in contatto con il fratello. Le ricerche sono state intense, con la famiglia che ha seguito ogni sviluppo, spostandosi tra le due regioni. La famiglia, originaria dell’Albania, ha rientrato anticipatamente dall’Albania per raggiungere Rovereto, dove viveva il ragazzo. La scomparsa ha creato un incubo per la famiglia, divisa tra due regioni, cercando di ricostruire le ultime ore del figlio.
Il corpo di Ferdinand è stato ritrovato il 5 settembre, ma la famiglia non ha potuto riconoscerlo immediatamente. Solo nei giorni scorsi, dopo una convocazione in caserma a Fano e un’altra a Rovereto, è stato possibile identificare il corpo. Martin Nokaj ha espresso la sua sorpresa e la sua disperazione, spiegando che non si spiega come sia passato tanto tempo tra il ritrovamento e il riconoscimento.
La vicenda, purtroppo, non si può considerare chiusa, poiché restano aperti alcuni spiragli e domande non risolte. La morte di Ferdinand Nokaj rappresenta un dramma che ha colpito la comunità e ha suscitato emozioni forti. Il ragazzo, con la sua passione per il disegno e il suo spirito gentile, ha lasciato un’impronta indelebile, purtroppo interrotta prematuramente. La famiglia, in attesa di ulteriori chiarimenti, continua a cercare risposte, sperando in un futuro in cui la sua storia possa trovare un senso.



