Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 29 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Attualità

Gino Cecchettin: «La famiglia Turetta non deve essere abbandonata»

Gino Cecchettin parla del dolore per Giulia e della necessità di supporto per la famiglia Turetta.

Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, ha espresso il suo dolore e la sua volontà di aiutare la famiglia Turetta, vittima dell’omicidio di Filippo Turetta. In un’intervista al Corriere della Sera, il padre ha raccontato come i libri lo abbiano aiutato a superare il trauma e ha lanciato un messaggio di solidarietà alla famiglia dell’assassino. «A volte mi capita di parlare con Giulia. La famiglia Turetta non deve essere abbandonata», ha detto. La sua voce è piena di emozione e dolore, ma anche di speranza.

Il dolore e il potere dei libri

Gino Cecchettin ha spiegato come il dolore per la morte di Giulia, uccisa dal suo ex fidanzato, lo abbia sconvolto. «A volte basta poco, un oggetto, un ricordo che riaffiora, per sprofondare nel dolore. Stavolta è stato vedere la sua auto: quella che guidava Giulia», ha raccontato. Tuttavia, ha trovato conforto nei libri. «Fino a prima che si ammalasse mia moglie leggevo solo testi motivazionali e tecnici, sulle vendite, sulla carriera. Non sapevo cosa significasse immergersi in un romanzo o in un saggio di psicologia o sociologia. Poi un giorno ho visto Giulia con Jane Austen. “Che ci trovi?”, le ho chiesto. L’ho ascoltata. È iniziato tutto lì», ha ricordato.

Il legame tra Giulia e il disegno è stato un punto di forza per il padre. «Il sorriso più bello che mi abbia regalato è legato alla sua passione per il disegno. Le illuminò il viso quando le dissi che poteva frequentare la scuola per illustratori, anche se studiava Ingegneria», ha detto Gino. Il disegno, per Giulia, era un modo per esprimersi e trovare un senso nel dolore.

Un appello alla società

Gino ha anche espresso preoccupazione per la famiglia di Filippo Turetta, l’assassino. «I Turetta sono la famiglia dell’assassino, subiscono il giudizio della società, certo la gente non li ferma per strada per abbracciarli o dar loro solidarietà. Credo siano soli, andrebbero aiutati», ha detto. Il padre di Lorena Isceri, un’altra vittima di un crimine violento, ha anche espresso la sua disponibilità a supportare chi ha bisogno. «Io faccio un passo indietro davanti al dolore. Ma il signor Isceri sappia che, se vorrà e se mi cercherà, io ci sarò per lui», ha aggiunto.

La sua voce, sebbene dolorosa, è anche un appello a una società che non abbandoni chi è in difficoltà. Gino Cecchettin, attraverso le sue parole, cerca di trovare un senso al dolore e a una tragedia che ha colpito la sua vita e quella di altre famiglie. «C’è ancora tanto da fare», ha concluso, con una frase che risuona come un invito a non mollare. Il dolore di Gino Cecchettin non si limita al lutto per Giulia, ma si estende anche a chi è stato colpito da crimini violenti. Il padre ha espresso la sua disponibilità a supportare chi è in difficoltà, anche se il dolore lo ha spinto a fare un passo indietro. «La famiglia Turetta non deve essere abbandonata», ha ripetuto, con una voce che mostra empatia e solidarietà.

Leggi anche