Il caso di Jason Arday, professore nero e enfant prodige della sociologia all’Università di Cambridge, ha scosso l’opinione pubblica e acceso un dibattito acceso su razze, meritocrazia e uguaglianza. L’affaire, che ha visto l’imputazione di plagio e la diffusione di accuse di falsificazione di vicende personali, ha trovato un’eco particolare grazie a Nathan Cofnas, un ricercatore belga convinto della superiorità intellettuale di certe razze. La vicenda, che ha portato alla morte del professor Arday, ha diviso la società anglosassone, come il caso Dreyfus ha diviso la Francia nel 1894.
La figura di Nathan Cofnas e il suo pensiero
Nathan Cofnas, un filosofo di professione e ricercatore di filosofia della biologia, si colloca all’interno di una corrente di pensiero che rifiuta l’idea di uguaglianza universale e sostiene l’esistenza di differenze innate tra le razze. Secondo Cofnas, le differenze cognitive sono radicate nella natura e non solo nell’ambiente o nella cultura. Questa visione, che si colloca all’interno del cosiddetto realismo razziale, ha trovato un terreno fertile in un gruppo di intellettuali e ricercatori che credono in una forma di ereditarianismo, ovvero l’idea che le differenze psicologiche e comportamentali siano in parte determinate geneticamente.
Le accuse e il caso mediatico
Le accuse di plagio contro Jason Arday, il più giovane professore nero nella storia di Cambridge, sono state pubblicate da Cofnas su una sua newsletter. Secondo le accuse, Arday avrebbe copiato ampie parti della sua tesi di dottorato e avrebbe inventato alcune delle sue vicende autobiografiche, tra cui la corsa a 30 maratone in 35 giorni. La pubblicazione di queste accuse ha scatenato un’ondata di articoli nella stampa britannica, con 249 pubblicazioni in tre settimane. La reazione dell’Università di Cambridge è rimasta in silenzio, e il 14 agosto Arday si è trovato morto nella sua casa di Londra.
La vicenda ha suscitato un dibattito su come le politiche di diversità e inclusione possano influenzare la vita di un individuo. Mentre alcuni vedono nel caso una prova del fallimento delle politiche di inclusione, altri sostengono che la normalizzazione della presenza delle minoranze abbia ridotto il peso rappresentativo su ogni singolo membro di un gruppo sottorappresentato.
Le implicazioni politiche e sociali
Il dibattito sull’affaire Arday non si limita al campo accademico, ma tocca anche le questioni di identità, merito e giustizia sociale. Cofnas, con la sua posizione, ha sostenuto che l’idea di uguaglianza tra gli uomini è contraria all’evidenza empirica e che le politiche di inclusione non risolvono i problemi di disuguaglianza, ma li perpetuano. Secondo lui, l’unica via per sconfiggere il wokismo è l’accettazione dell’ereditarianismo, una visione che ha trovato supporto in alcuni ambienti accademici e politici. La morte di Arday ha reso ancora più drammatica questa discussione, mettendo in luce le tensioni tra chi sostiene l’idea di meritocrazia e chi ritiene che le differenze siano innate e non modellabili. Il caso ha diviso la società anglosassone, come il caso Dreyfus ha diviso la Francia, e ha acceso un dibattito che non sembra destinato a finire presto.



