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martedì 29 Settembre 2026

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Cultura

Ingar Krauss porta l’arte dentro il frigorifero a Torino

A Torino, Ingar Krauss presenta una mostra unica in un frigorifero, un progetto che unisce arte e design.

La mostra “D’ENTRO” di Ingar Krauss si svolgerà a Torino durante Artissima, dal 30 al 31 ottobre 2026, all’interno di un frigorifero trasformato in spazio espositivo. L’installazione, curata da Sabino Maria Frassà per Gaggenau e CRAMUM, propone un’esperienza unica in cui arte, design e natura morta si incontrano. L’evento si svolgerà presso DesignElementi Studio, dove i centri di refrigerazione Gaggenau Vario serie Expressive diventeranno luoghi di contemplazione e scoperta.

Un’esperienza attivata dal gesto

La mostra si basa su un concetto semplice ma profondo: l’arte si attiva solo quando qualcuno decide di aprire la porta del frigorifero. Frutti, ortaggi, fiori e oggetti quotidiani, da sempre al centro del lavoro di Krauss, vengono ospitati in un ambiente normalmente destinato alla conservazione degli alimenti. Questo crea un dialogo tra due idee di durata: quella biologica e quella dell’immagine. Solo quando la porta viene aperta, le opere diventano visibili, trasformando un gesto quotidiano in un atto di scoperta. «Aprirne la porta trasforma un gesto quotidiano in un atto di scoperta», spiega Frassà, sottolineando come il centro di refrigerazione diventi insieme teca, soglia e dispositivo della visione. La mostra viene quindi costruita attorno a una condizione di attesa: finché la porta resta chiusa, le immagini rimangono nascoste. Ma quando viene aperta, ciò che normalmente appartiene alla sfera del consumo si trasforma in oggetto di contemplazione.

La natura morta e il design in dialogo

Krauss, nato a Berlino Est nel 1965, ha sviluppato una ricerca sulla natura morta, spostando l’attenzione da ritratti a soggetti quotidiani. Per il progetto, ha realizzato un ciclo inedito in cui fotografia analogica in bianco e nero viene interrotta con velature a olio realizzate a mano, seguendo una tradizione fiamminga. Questo processo conferisce alle opere una componente materica, rendendole uniche e quasi scultoree. I soggetti conservano imperfezioni e segni del tempo, assumendo una presenza quasi sacra.

«La fotografia perde la propria apparente riproducibilità e diventa materia», osserva Frassà. Il progetto è pensato come site specific, con lo strumento tecnologico che partecipa alla costruzione dell’opera. Acciaio inox spazzolato scuro, alluminio antracite, vetro e illuminazione LED definiscono uno spazio raccolto, interpretato come una sorta di Wunderkammer domestica. La relazione tra immagine e contenitore ruota ancora una volta attorno al tema della conservazione: l’elettrodomestico rallenta la trasformazione della materia organica, mentre la fotografia trattiene una presenza e la consegna a uno sguardo futuro.

La mostra torinese è la prima tappa del progetto D’ENTRO, che attraverserà l’Italia per concludersi a Milano nel 2027, in occasione di miart e della Milano Design Week. L’installazione sarà ospitata insieme a una selezione di opere di artisti come Franco Mazzucchelli, Carla Tolomeo e Fulvio Morella, già coinvolti in precedenti progetti di Gaggenau e CRAMUM. L’evento rappresenta un’esperienza unica in cui arte, design e tecnologia si fondono in un gesto semplice ma profondo.

Il progetto nasce dall’incontro tra la ricerca di Krauss sulla natura morta e un oggetto concepito per conservare. L’idea di utilizzare un frigorifero come spazio espositivo è nata proprio da questa relazione. L’artista ha spiegato che «trasformare un oggetto quotidiano di altissimo design in un luogo espositivo, capace a sua volta di entrare nell’esperienza artistica, possiede per me un fascino speciale». Questo concetto di interazione tra l’oggetto e l’esperienza artistica è al centro del lavoro di Krauss, che ha sempre cercato di mettere in dialogo il quotidiano e l’immaginario. La mostra si conclude con un invito a riflettere sul ruolo del luogo e del dispositivo nella fruizione dell’arte. L’esperienza di D’ENTRO non è solo una mostra, ma un’interazione tra l’osservatore e l’ambiente in cui l’arte è presentata. L’installazione, con i suoi materiali e la sua struttura, diventa parte integrante dell’opera, creando un’esperienza unica e immersiva.

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