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martedì 29 Settembre 2026

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Salve, la minoranza chiede dimissioni per inerzia di nove anni

La minoranza di Salve chiede dimissioni per inerzia nella gestione delle spiagge.

Salve, un comune della costa ionica, vive un momento di tensione politica dopo la messa in onda di un servizio di “Mi Manda Rai Tre” che ha riaccendato il dibattito sulle spiagge libere e la gestione del litorale. I consiglieri di minoranza Simona Conte, Claudio Martella, Matteo Pepe e Massimo Chirivì hanno chiesto le dimissioni del sindaco Francesco Villanova e della maggioranza, accusandoli di inerzia negli ultimi nove anni. La minoranza, rappresentata dal gruppo Salve Futura, ha sottolineato come la gestione del fenomeno dei noleggiatori di lettini e ombrelloni non sia stata efficace, a causa di una mancanza di controlli e di una responsabilità politica insufficiente.

La gestione del litorale e le accuse di inerzia

La richiesta di dimissioni nasce da una serie di fatti che hanno messo in luce la mancata incisività dell’amministrazione. Ad agosto, un controllo congiunto di Capitaneria e Polizia locale a Torre Pali ha accertato l’occupazione illegittima di circa 600 metri quadrati di demanio, con il sequestro di 95 ombrelloni e 23 lettini appartenenti a due attività di noleggio. Questi episodi, uniti alle dichiarazioni dell’assessora Silvana Simone, hanno alimentato le accuse di inerzia e mancanza di controllo. La minoranza ha sottolineato che non si tratta solo di un singolo componente della giunta, ma di una gestione complessiva che ha tollerato una situazione a danno dei cittadini e degli operatori onesti.

La minoranza lega la mancata incisività dei controlli alle parole pronunciate dall’assessora davanti alla Rai. Queste dichiarazioni, in cui l’assessora ha fatto riferimento al peso elettorale degli operatori del settore, sono state interpretate come una forma di condizionamento politico. I consiglieri di minoranza hanno sottolineato che le regole non possono essere applicate o non applicate in funzione dei voti che si rischia di perdere o che si cerca di acquisire.

Le dichiarazioni dell’assessora e il peso elettorale

Nel corso dell’intervista, l’assessora Silvana Simone, ripresa all’interno del chiosco-bar gestito dal fratello, ha fatto riferimento al peso elettorale degli operatori del settore, parlando di “portatori di voti” in un comune dove una competizione elettorale può decidersi per poche centinaia di preferenze. Queste parole sono state interpretate come una forma di condizionamento politico, che ha alimentato le accuse di inerzia e di mancanza di rispetto per le regole. I consiglieri di minoranza hanno sottolineato che le regole non possono essere applicate o non applicate in funzione dei voti che si rischia di perdere o che si cerca di acquisire.

Il prefetto aveva già segnalato l’abuso di attività di noleggio nel luglio scorso. Il 15 luglio, il prefetto Natalino Manno aveva posto espressamente l’attenzione su Salve e Ugento per l’esercizio abusivo oppure oltre i limiti consentiti delle attività di noleggio. La Prefettura aveva segnalato la presenza di attrezzature collocate sulle spiagge libere prima dell’arrivo dei clienti, fino a configurare quelli definiti “stabilimenti balneari mascherati”. Era stata anche richiesta una disciplina più rigorosa del settore, ma non è stato dato seguito a questa richiesta.

La minoranza chiede che la maggioranza intera si assuma la responsabilità politica dell’inerzia di questi nove anni. Servivano risposte, controlli e responsabilità, sostengono i quattro consiglieri. La richiesta di dimissioni non è solo una mossa politica, ma una conseguenza della gestione non incisiva del litorale. La minoranza ha anche sottolineato che non si vuole individuare un “capro espiatorio”, ma dare spiegazioni pubbliche sulla gestione del litorale e trarne le conseguenze politiche fino alle dimissioni del sindaco e della maggioranza. La situazione di Salve rappresenta un caso emblematico di tensione tra amministrazione e opposizione, con accuse di inerzia e mancanza di controllo. La gestione delle spiagge libere, un tema cruciale per il turismo e l’economia locale, sembra essere diventato un punto di contenzioso tra i gruppi politici. La richiesta di dimissioni, se dovesse essere accolta, potrebbe segnare un cambiamento significativo nella governance del comune, ma per ora rimane un’ipotesi politica in attesa di risposte ufficiali.

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