Il Comune di Pavia e l’associazione calcio Pavia 1911 si trovano in una situazione di tensione riguardo alla cerimonia commemorativa per Giusy Achilli, ex presidente di una squadra di calcio professionistico a fine anni Ottanta, scomparsa lo scorso 13 settembre a 72 anni. L’evento, previsto domenica durante il match Pavia 1911-Arconatese, ha visto l’intenzione del club di intitolare una tribuna dello stadio Pietro Fortunati alla donna, ma il dirigente comunale del settore sport, Domenico Marrapodi, ha chiarito che l’intitolazione non rientra tra le competenze del concessionario. La controversia ha suscitato dibattito e polemiche, con l’assessora allo sport Angela Gregorini che ha sottolineato l’importanza di seguire le procedure legali per un’intitolazione ufficiale.
Intitolazione non autorizzata, il Comune interviene
Il dirigente del Mezzabarba, avendo appreso dell’intenzione del club attraverso i social, ha spiegato che l’intitolazione di una tribuna dello stadio comunale non è competenza del concessionario. L’area sportiva, situata lungo l’Alzaia, è di proprietà del Comune e affidata in concessione al Pavia calcio 1911. Inoltre, il dirigente ha ricordato che, sulla base di una legge del 1927, l’intitolazione di uno spazio pubblico segue precise regole: devono essere trascorsi almeno 10 anni dalla morte della persona e la decisione deve coinvolgere la giunta e la prefettura. Queste norme, secondo il Comune, non sono state rispettate nel caso di Giusy Achilli.
La cerimonia si svolge comunque, con targa e fiori
Nonostante la tensione, domenica 27 settembre, alle ore 14.30, lo stadio Fortunati ha ospitato comunque la cerimonia commemorativa. La targa con il nome di Giusy Achilli è stata apposta sulla tribuna d’onore, mentre un mazzo di fiori è stato consegnato alla figlia, Francesca. L’evento è stato accompagnato dalla presenza della famiglia Achilli e del presidente Giuseppe Nucera, insieme al direttore generale Antonio Dieni. L’assessora Angela Gregorini ha confermato che non si è trattato di un’intitolazione ufficiale, ma di una commemorazione simbolica, in linea con le normative vigenti.
Il caso di Giusy Achilli, la prima presidente donna nel calcio italiano professionistico, ha suscitato emozioni e riconoscimento nel mondo del calcio. La sua figura è stata omaggiata anche durante il match di serie D Pavia 1911 – Arconatese, terminato 1-1. Il club ha cercato di rendere omaggio alla donna, ma la mancanza di autorizzazione ha creato un momento di tensione tra le istituzioni e la società sportiva. Il direttore generale Antonio Dieni ha confermato che non è stata apposta alcuna targa né fatta alcuna intitolazione, anche se il club avrebbe voluto farlo.
La figura di Giusy Achilli rimane un simbolo di emozione e riconoscimento. La situazione, pur non risolta, ha messo in luce la complessità delle decisioni riguardo all’uso di spazi pubblici e la necessità di rispettare le procedure legali. Il Comune e la società calcistica continuano a discutere, ma la figura di Giusy Achilli rimane un ricordo importante per il calcio italiano.
La controversia rappresenta un caso emblematico di conflitto tra volontà di commemorazione e rispetto delle normative. La figura di Giusy Achilli, pur non essendo stata ufficialmente intitolata, rimane un simbolo di emozione e riconoscimento nel calcio italiano. La situazione, pur non risolta, ha messo in luce la complessità delle decisioni riguardo all’uso di spazi pubblici e la necessità di rispettare le procedure legali.



