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mercoledì 30 Settembre 2026

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Bocciate norme salva-Cas e full time Pip, il centrodestra blocca emendamenti chiave in commissione all’Ars

Bocciate norme salva-Cas e full time Pip, il centrodestra blocca emendamenti chiave in commissione all’Ars

La commissione Bilancio dell’Ars ha visto bocciare due emendamenti chiave: la norma salva-Cas e la proposta per il full time agli ex Pip. L’approvazione di queste misure era stata sostenuta da diverse forze politiche, ma la maggioranza ha preferito non dare il loro consenso. Tra i temi dibattuti, anche il caro energia e la gestione delle risorse pubbliche, con accuse di privilegi e spesa clientelare da parte di alcuni gruppi. La giornata è stata caotica, con una serie di bocciature che hanno messo in luce le tensioni all’interno della Camera regionale.

Norma salva-Cas e full time Pip bocciati

La norma salva-Cas, che avrebbe dato al Consorzio Autostrade Siciliane i fondi per risanare le proprie casse, non è passata. L’emendamento, proposto da alcuni gruppi, prevedeva un finanziamento di 40 milioni per il Piano di Risanamento 2026-2028. Il deputato di Sud chiama Nord Pippo Lombardo ha espresso parere contrario, sostenendo che la maggioranza ha preferito non dare il loro sostegno. Se la volontà politica è quella di non consentire al Consorzio di risanarsi e continuare a svolgere le proprie funzioni, il governo abbia il coraggio di dirlo, ha detto.

Similmente, la proposta per il full time agli ex Pip, che mirava a portare i lavoratori part-time a tempo pieno, è stata bocciata. Marianna Caronia, deputata di Noi Moderati, ha denunciato che il centrodestra ha affossato la norma, mentre il centrosinistra l’avrebbe sostenuta. È indecoroso che si preferisca destinare le risorse pubbliche a micro interventi anche di natura territoriale, anziché pensare al precariato storico e a dare risposte concrete a migliaia di famiglie siciliane, ha affermato.

Emendamenti sul caro energia e spesa clientelare

I 5 Stelle hanno denunciato che è stato bocciato un emendamento per compensare i costi del caro energia. «Governo e maggioranza da un lato annunciano di voler sostenere le famiglie e le imprese colpite dal caro energia, dall’altro, nel segreto delle commissioni all’Ars, bocciano un nostro emendamento che destinava 100 milioni all’anno a questo scopo», ha spiegato un portavoce del gruppo. L’emendamento era stato proposto per limitare la spesa clientelare e garantire un supporto concreto alle famiglie e alle imprese.

Un altro emendamento, proposto da Adriano Varrica, mirava a limitare la possibilità di erogare mancette tramite i sindaci. La norma prevedeva che l’erogazione dei fondi destinati ai Comuni per infrastrutture e opere pubbliche venisse fatta in base alle fasce di popolazione, con un minimo di 100 mila euro ed un massimo di 350 mila euro per tutelare le comunità più piccole. La maggioranza ha impallinato l’emendamento, preferendo non dare il loro sostegno.

Approvata in commissione Regolamento una norma proposta dalla 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che dovrebbe scoraggiare i cambi di casacca frequenti all’Ars. La norma, che prevede la decadenza dagli incarichi per chi cambia partito, è stata approvata e dovrà ora passare al vaglio di Sala d’Ercole. «Queste sanzioni sono operative al Senato dal luglio del 2022 e sono diventate legge pure nelle Marche su proposta del M5S», ha spiegato Ciminnisi. È giunto il momento di cercare di restituire etica alla politica, la cui credibilità tra l’altro è continuamente minata dagli scandali che la travolgono con inaccettabile frequenza. La commissione Bilancio continuerà a lavorare, con l’obiettivo di approvare il testo della manovra da 600 milioni che andrà all’esame dell’aula. L’attuale situazione mette in luce le tensioni all’interno della Camera regionale e le scelte politiche che influenzano le risorse e le opportunità per le famiglie e le imprese siciliane.

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