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mercoledì 30 Settembre 2026

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La crisi delle vocazioni nelle forze dell’ordine: «I salari non bastano»

La crisi delle vocazioni nelle forze dell’ordine: salari bassi e concorsi in calo.

La crisi delle vocazioni nelle forze dell’ordine si fa sempre più evidente, con un calo significativo del numero di candidati ai concorsi. Negli ultimi vent’anni, il numero di potenziali partecipanti ai concorsi è diminuito di 700 mila unità. Il fenomeno si osserva in tutti i settori, con un calo tra il 60 e il 70% per le forze di polizia e un calo al 70% per l’Arma dei Carabinieri. La Guardia di Finanza, invece, registra un calo al 10%. A presentarsi alle prove è il 40-50% delle domande iniziali, un dato che indica una riduzione sostanziale rispetto al passato.

Salari bassi e mobilità problematica

I sindacati evidenziano come i salari siano un problema cruciale per le forze dell’ordine. «C’è un’enorme questione di salari (1500 euro senza alloggio garantito in molte parti d’Italia) e c’è un enorme problema di mobilità», dice Pietro Colapietro, del Silp Cgil. I salari, spesso inferiori a quelli di altre professioni, non solo riducono l’attraenza del mestiere, ma anche la motivazione dei dipendenti. Non aiuta a coltivare la passione per questo mestiere il continuo tirare per la giacchetta le uniformi.

Un poliziotto, che preferisce non rivelare il nome, racconta la sua quotidianità: «Io poliziotto con uno stipendio di poco più di quello che sono oggi 1.200 euro al mese; la mia fidanzata appena assunta come maestra delle scuole elementari». La sua vita è segnata da sacrifici e limitazioni. «L’acquisto di una nuova macchina ha richiesto una programmazione di anni di anticipo. Riuscire ad andare una settimana al mare significa – quando è possibile, non sempre – mettere da parte i soldi tipo salvadanaio. La spesa al supermercato è un’operazione delicata: sai dove puoi arrivare e che se vai oltre poi a fine mese sei in affanno. Ecco la vita senza eccessi e senza serenità. Ma è un valore che mia moglie ed io cerchiamo di trasmettere ai nostri due figli appena maggiorenni».

Un futuro in bilico tra sfide e opportunità

Nonostante i problemi, ci sono segnali di speranza. «L’aumento costante del personale femminile è frutto di importanti interventi concorsuali che hanno portato a circa il 60% in più di donne arruolate negli ultimi vent’anni», spiega un rappresentante del Comando generale. L’obiettivo è far conoscere meglio le opportunità offerte da queste professioni. «Presentiamo l’Arma con un registro di linguaggio più adatto ai giovani, valorizzando i social e il web», aggiunge. Tuttavia, il problema dei salari e della mobilità rimane un ostacolo significativo per attrarre nuovi talenti.

La situazione non si limita ai salari, ma include anche la percezione del mestiere. «Fino a qualche anno fa, pur nelle difficoltà, la linea di demarcazione mi sembrava più sfumata. Intendo: la linea tra il poter fare e il non poter fare. Adesso purtroppo è nitidissima, la vediamo ogni giorno: io, mia moglie, i nostri due figli che hanno diciott’anni. La linea sembra una livella, o l’asticella del salto in alto. Prendi la rincorsa, provi a saltare ma sai che puoi restare sotto», racconta un poliziotto con 32 anni di servizio. La vita senza eccessi e senza serenità è un valore che cerchiamo di trasmettere ai nostri figli.

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