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mercoledì 30 Settembre 2026

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Cronaca

Devianza giovanile e sfide social: il questore di Modena chiede di parlare meno

Il questore di Modena commenta episodi di devianza giovanile, invitando a una riflessione su educazione e comunicazione.

Il questore di Modena, Lucio Pennella, ha commentato recenti episodi di devianza giovanile, definendoli come “sfide social” e invitando a una riflessione su come la comunicazione possa influenzare il comportamento dei minorenni. Gli episodi, avvenuti nei supermercati e all’autostazione, hanno suscitato preoccupazione, ma il questore ha sottolineato che non si tratta di “assalti” ma di comportamenti che potrebbero essere alimentati dal dibattito mediatico. “Se se ne parlasse di meno forse sarebbe meglio, perché le alimentiamo”, ha detto, aggiungendo che le identificazioni sono in corso e i responsabili saranno probabilmente individuati.

Devianza giovanile e educazione

Il questore ha riconosciuto che il fenomeno della devianza giovanile è evidente, ma ha sottolineato che spesso si tratta di un problema educativo. “Il fenomeno della devianza giovanile è abbastanza evidente, ma, se mi consentite, è spesso un fenomeno di educazione. E le persone sono maleducate all’origine, diventa complicato per noi educarle”, ha affermato. L’assessora alla sicurezza, Alessandra Camporota, ha confermato l’importanza di un approccio educativo, sottolineando che la repressione non basta: “Noi dobbiamo reprimere, ma se si fa rete riusciamo ad intervenire sull’educazione, soprattutto dei minori”. Il questore ha ribadito che si tratta di ragazzini di 13-14 anni, e ha sottolineato che potrebbe trattarsi di un fenomeno mediatico. Probabilmente è un fenomeno mediatico che se non viene particolarmente alimentato forse non facciamo il loro gioco, ha concluso, invitando a una riflessione su come la comunicazione possa influenzare il comportamento giovanile.

Presidio rafforzato e coordinamento istituzionale

Per fronteggiare il fenomeno, l’assessora Camporota ha ricordato che il presidio anti-bullismo all’autostazione è attivo da due anni e che la polizia locale opera anche in borghese e con unità cinofile, con attività rivolte sia al contrasto del bullismo sia allo spaccio. Ha inoltre confermato il piano di presidio davanti alle scuole, sottolineando che la presenza degli scuolabus ha già contribuito a prevenire potenziali episodi di aggressione e bullismo.

Quanto al coordinamento istituzionale, Camporota ha riferito di una riunione convocata dal prefetto in comitato e di un dialogo costante con dirigenti scolastici e professori. La persecuzione di questi atti non è di competenza del Comune. È chiaro, il Comune invece deve rafforzare le attività di prevenzione, ha chiarito, sottolineando l’importanza di una rete di intervento tra istituzioni e scuole. L’obiettivo è quindi quello di creare una rete di intervento tra istituzioni e scuole, con l’obiettivo di prevenire e educare, piuttosto che reprimere. Il questore ha inoltre sottolineato che le identificazioni sono in corso e che i responsabili saranno probabilmente individuati. L’autorità giudiziaria dovrà stabilire i titoli di reato, ma il focus rimane su una strategia di prevenzione e educazione.

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