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mercoledì 30 Settembre 2026

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Due subacquei siciliani premiati dopo 27 anni per la scoperta di un relitto romano

Due subacquei siciliani riceveranno un premio dopo 27 anni per la scoperta di un relitto romano.

Due subacquei siciliani, Fabio Di Bono e Dario D’Amico, hanno vinto una battaglia legale che dura da 27 anni per ottenere un premio per la scoperta di un relitto romano. La sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) ha accolto il ricorso e ha ordinato alla Regione Sicilia di concludere il procedimento per il pagamento del premio. La scoperta, fatta nel 1999 a Trapani, ha portato alla preservazione e all’esposizione del relitto in musei locali.

Una scoperta fortuita e un premio in arrivo

Il relitto, di una nave romana affondata oltre duemila anni fa, fu individuato casualmente durante un’immersione in apnea da Di Bono e D’Amico. La loro scoperta, avvenuta il 11 agosto 1999, fu segnalata alla Guardia di finanza, ma non fu considerata una ricerca organizzata. Il premio, che i due sub avevano chiesto di ricevere mezzo milione di euro, era stato rifiutato inizialmente dal Tar, che aveva respinto il ricorso per la mancata conclusione del procedimento.

Il Cga ha riconosciuto il valore della scoperta

Secondo la sentenza del Cga, il ritrovamento non può essere limitato ai soli reperti materialmente recuperati, ma deve considerare anche il valore dell’intero relitto successivamente recuperato, ricostruito e esposto. La decisione ha riconosciuto che la scoperta fu casuale e non conseguente a una ricerca mirata, ma ha comunque ritenuto che il premio spetti per la fortuita scoperta di beni archeologici. La sentenza ha chiarito che il premio dovrà essere commisurato alle parti del relitto e ai reperti riconducibili alla scoperta del 1999.

La preservazione del relitto, che include resti lignei e pezzi di anfore, ha portato alla sua esposizione nei musei della Sicilia. Il collegio presieduto da Ermanno de Francisco, con relatore Sebastiano Di Betta, ha accolto l’appello e ha imposto alla Regione di concludere il procedimento. La Regione Sicilia dovrà ora procedere alla determinazione del valore e all’erogazione del premio. La vittoria dei due subacquei rappresenta una vittoria per la tutela del patrimonio archeologico e per la valorizzazione di scoperte casuali. La loro storia, raccontata come un sogno realizzato, ha visto la realizzazione di un’esperienza che ha portato a un riconoscimento dopo quasi un quarto di secolo. La sentenza del Cga ha confermato che anche scoperte non organizzate possono essere riconosciute e premiate, a condizione che siano state segnalate e tutelate. La decisione del Cga ha aperto la strada a un pagamento del premio, che dovrà essere definito in base al valore del relitto e dei reperti. La Regione Sicilia dovrà ora procedere alla determinazione del valore e all’erogazione del premio, un traguardo che i due subacquei hanno raggiunto dopo anni di battaglia legale e di impegno per la tutela del sito archeologico.

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