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mercoledì 30 Settembre 2026

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Fermi i lavori per il cementificio, Marchionne: “Costi lievitati e modifiche al progetto”

Lavori fermi al cementificio in via Raiale, architetto Marchionne spiega aumento dei costi e modifiche al progetto.

Lavori di demolizione e riqualificazione del cementificio in via Raiale sono fermi dopo la pausa estiva, a causa di un aumento dei costi e di modifiche al progetto. L’architetto Giovanni Marchionne, responsabile del progetto, ha spiegato che i costi per la sicurezza e l’energia sono saliti in due anni, rendendo insostenibile il piano iniziale. L’incidente avvenuto nel mese di aprile ha ulteriormente complicato la situazione, portando a sanzioni e proteste dei residenti.

Costi lievitati e modifiche al progetto

Marchionne ha sottolineato che i costi non sono stati compensati adeguatamente dalla rivendita dei materiali di scarto, come il ferro o il rame, che sono risultati praticamente assenti a causa di furti precedenti. Una quota di materiale inferiore alle stime ha creato un buco nei costi, obbligando a valutare nuovi investimenti. Per ora, il cantiere è congelato e si sta valutando come procedere in modo sicuro.

La situazione è complessa e richiede un nuovo approccio al progetto.

Modifiche al piano di riqualificazione

Il progetto iniziale prevedeva la demolizione di un solo silos, ma ora si valuta di includere tre silos in tutto, considerando gli altri due non toccati. L’architetto ha spiegato che questa modifica è necessaria per raggiungere una compatibilità economica. Sono in corso le procedure di caratterizzazione ambientale sotto al fiume, e si attendono i risultati per procedere.

La riqualificazione dell’area rimane un obiettivo prioritario per Calbit.

Un incidente che ha cambiato le carte in tavola

L’incidente avvenuto nel mese di aprile, durante la demolizione di un silos più piccolo, ha portato a una fuoriuscita di polvere di cemento. Le autorità hanno effettuato verifiche e sanzioni per l’azienda coinvolta, mentre i residenti hanno espresso proteste. Nonostante l’incidente non abbia causato pericoli per i cittadini, adesso è impossibile procedere con la demolizione degli altri silos, soprattutto del più grande, alto 64 metri e con pareti spesse quasi 2 metri.

La sicurezza è diventata un fattore cruciale per la prosecuzione dei lavori.

Le problematiche legate ai costi energetici e al recupero dei materiali di scarto hanno costretto a rivedere l’intero progetto. Marchionne ha confermato che i costi sono saliti in modo significativo negli ultimi due anni, rendendo il piano iniziale non più sostenibile. Per questo motivo, si sta valutando l’introduzione di nuovi fondi e si sta cercando una soluzione che permetta di procedere in modo sicuro e economico.

  • Costi energetici aumentati
  • Scarso recupero dei materiali di scarto
  • Modifiche al progetto di riqualificazione
  • Procedura di caratterizzazione ambientale in corso
  • Obiettivo prioritario: riqualificare l’area

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