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mercoledì 30 Settembre 2026

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Giorgia Meloni: “Verità per Giulio Regeni. Chiudere i canali con l’Egitto non aiuta la ricerca della verità”

Meloni e Tajani: ricerca della verità su Giulio Regeni, non chiudere i canali con l’Egitto.

La premier Giorgia Meloni ha ribadito in un punto stampa a Praga la determinazione del governo italiano a cercare la verità sul caso Giulio Regeni, sottolineando che chiudere i canali diplomatici con l’Egitto rischia di allontanare l’obiettivo. La sentenza del processo non ha ancora passato in giudicato, quindi ogni azione dovrà essere condotta nei modi e nei tempi necessari. Meloni ha espresso vicinanza alla famiglia di Regeni, ricordando che lo Stato italiano è parte civile nel processo e che la ricerca della verità e della giustizia rimane un impegno prioritario. Non si tratta di essere cauti o non cauti, ha concluso, sottolineando che l’impegno deve essere serio e discreto, senza sbandierare risultati o mettere in pericolo l’operazione.

La ricerca della verità non si ferma

“Siamo assolutamente determinati a cercare la verità su questa vicenda”, ha detto Meloni, aggiungendo che tutti i canali disponibili, sia politici che diplomatici, sono stati utilizzati. La sentenza di ieri ha chiarito chi sono i sequestratori, ma non ha individuato gli assassini. La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Meloni ha ribadito la vicinanza alla famiglia di Regeni, ricordando che la richiesta di verità e giustizia è anche la loro, e che lo Stato italiano è parte civile nel processo.

Il ministro Tajani: la verità deve essere scoperta

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Paolo Tajani, ha ribadito la stessa determinazione, sottolineando che la sentenza non ha ancora concluso la ricerca. “Bisogna accertare la verità e scoprire chi è o chi sono gli assassini di Regeni”, ha detto Tajani, in un punto stampa al Parlamento europeo. L’azione del governo è stata costante, con insistenze alle autorità egiziane per una collaborazione più efficace. “Con la stessa discrezione e con lo stesso impegno che non devono essere sbandierati, abbiamo fatto uscire dall’Egitto Patrick Zaki”, ha aggiunto Tajani, riferendosi al diplomatico italiano arrestato.

Il governo si è costituito parte civile nel processo, quindi non ha cambiato idea. La ricerca della verità e della giustizia rimane un obiettivo prioritario, anche se la strada è ancora lunga e complessa. La collaborazione con l’Egitto, pur se non sempre perfetta, resta un canale indispensabile per raggiungere il risultato desiderato. Ho un po’ il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi, ha concluso Meloni, rafforzando l’idea che la verità non può essere ottenuta senza un approccio equilibrato e coerente.

La sentenza di ieri ha chiarito chi sono i sequestratori, ma non ha individuato gli assassini. “Ho detto soltanto che la sentenza di ieri non ha individuato gli assassini, ci ha detto soltanto chi sono coloro che hanno sequestrato”, ha aggiunto Tajani. L’obiettivo è chiaro: trovare i colpevoli e garantire giustizia per Giulio Regeni. Il governo non ha intenzione di abbandonare l’impegno, anzi, lo rafforza ogni giorno con nuove azioni e dichiarazioni. Non si tratta di essere cauti o non cauti, ha concluso Meloni, sottolineando che l’impegno deve essere serio e discreto, senza sbandierare risultati o mettere in pericolo l’operazione.

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