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mercoledì 30 Settembre 2026

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Cronaca

Kyma Ambiente in crisi: sindacati chiedono risposte e revoca di Nacci, Bitetti abbandona la riunione

Kyma Ambiente in crisi: sindacati chiedono risposte e revoca di Nacci, Bitetti abbandona la riunione

Kyma Ambiente, società partecipata dal Comune di Taranto, vive un momento di forte tensione dopo che il sindaco Pietro Bitetti ha abbandonato la riunione con i sindacati, tra cui la UIL Trasporti, senza aver fornito risposte alle domande principali. La situazione finanziaria della società, con debiti superiori ai 43 milioni di euro, rimane il punto centrale del dibattito. L’amministratore unico Gaetano Nacci e l’assessora all’Ambiente Grazia Gravame non erano presenti al tavolo, mentre i sindacati hanno avanzato richieste urgenti, tra cui la revoca dell’incarico a Nacci e l’approfondimento sulle scelte aziendali che hanno portato alla crisi.

La crisi finanziaria e le domande dei sindacati

La UIL Trasporti, guidata dal segretario generale Carmelo Sasso, ha sottolineato come la situazione di Kyma Ambiente sia in una condizione di debito irreversibile. La società è in una situazione debitoria irreversibile, ha dichiarato Sasso, sostenendo che le diverse ipotesi prospettate dall’amministrazione condurrebbero comunque alla liquidazione della società, volontaria o giudiziale. Le domande rivolte al sindaco hanno riguardato soprattutto la gestione di Nacci, con richieste di chiarimenti su eventuali autorizzazioni ricevute e sull’incarico revocato ai due professionisti coinvolti nella due diligence.

Il futuro degli impianti e la questione occupazionale

Un altro tema cruciale è la gestione dell’inceneritore di contrada Pasquinelli, con la richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA). Sasso ha chiesto se il Consiglio comunale fosse stato informato del progetto, delle quantità e delle tipologie di rifiuti previste. La vicenda del termovalorizzatore, fermo dal 2013, è al centro del confronto istituzionale sulla crisi della società. Inoltre, la questione occupazionale è rimasta aperta: Kyma Ambiente occupa oltre 400 lavoratori, e ogni scelta sulla struttura aziendale e sulla gestione futura ricade direttamente sul servizio pubblico e sull’occupazione.

La crisi di Kyma Ambiente, che si è aggravata nel corso degli ultimi mesi, ha visto emergere un disavanzo pregresso superiore ai 40 milioni di euro. A giugno, la Regione aveva segnalato la necessità di un intervento finanziario entro un anno per ristabilire l’equilibrio economico della società. A settembre, Nacci ha spiegato ai sindacati che il bilancio 2025 chiuderà con una grave perdita e che la società avrebbe bisogno di risorse esterne per evitare l’aggravarsi della situazione. La rivalutazione degli impianti, in particolare del termovalorizzatore di contrada Pasquinelli, ha ulteriormente complicato il quadro.

La UIL Trasporti ha espresso perplessità sull’idea di ricorrere a interventi esterni senza prima chiarire le responsabilità e le scelte che hanno portato all’attuale situazione. Il sindacato non intende certificare questo fallimento della politica. A conclusione dell’incontro, ha annunciato che chiederà ai colleghi presenti al tavolo di condividere la richiesta di revoca dell’amministratore unico. “Se dovessero decidere di aumentare un pochino il livello dello scontro, noi saremo come sempre disponibili a lottare al fianco dei lavoratori”, ha concluso.

Il confronto del 30 settembre non ha chiuso la partita. Ha piuttosto riportato al centro le domande che da settimane accompagnano la vicenda: quanto ammonta realmente il disavanzo, quali risorse possono essere reperite, quale sarà il destino degli impianti e quale modello societario intende perseguire il Comune. Su questi punti, il prossimo passaggio decisivo sarà rappresentato dal bilancio 2025 e dalle scelte che il socio unico, il Comune di Taranto, assumerà sulla base dei suoi numeri.

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