Numa, piattaforma europea di ospitalità basata sulla tecnologia, ha annunciato l’espansione del proprio portafoglio italiano con cinque nuove strutture, distribuite tra Roma, Milano e Firenze. Le nuove aperture si basano su un modello che unisce la gestione di immobili esistenti e interventi di riqualificazione, adattando il modello operativo a edifici storici e a proprietà con caratteristiche diverse. Questo approccio permette a Numa di integrarsi in luoghi di interesse culturale, mantenendo una struttura gestionale comune ma flessibile.
Strutture in luoghi storici
Le nuove strutture sono situate in luoghi con un forte valore storico e architettonico. A Roma, Numa ha acquisito la gestione di due immobili esistenti: uno in Via del Basilico, che opera ora come Numa Rome Via Veneto nel quartiere Ludovisi, e un altro in Via del Leone, rinominato Numa Rome Condotti, a poca distanza da Piazza di Spagna. A Milano, la struttura è Numa Manfredo, situata in un palazzo storico che conserva i resti di un antico monastero benedettino. A Firenze, invece, sono state aperte due nuove strutture: una nella zona di Santa Croce, risultato della riqualificazione completa di un ex hotel, e un’altra in una villa Liberty, con elementi originali come balconi in ferro battuto e soffitti a volta a botte con mattoni a vista.
Le strutture mantengono alcune caratteristiche dell’edificio originale, come i pavimenti in piastrelle decorate e i cortili trasformati in spazi comuni. Inoltre, la posizione delle nuove strutture consente di raggiungere in pochi minuti luoghi simbolo delle città, come il centro storico romano, il Duomo fiorentino o il quartiere milanese del centro. Questo fattore geografico è cruciale per attrarre turisti e ospiti che cercano esperienze immerse nel contesto storico.
Un modello flessibile e tecnologico
Il modello di Numa si basa sulla capacità di adattarsi a immobili con esigenze operative differenti, mantenendo una gestione centralizzata. «La tecnologia permette di gestire anche immobili storici caratterizzati da esigenze operative differenti, mantenendo una struttura gestionale comune», ha spiegato Umberto Ottaviani, country manager per l’Italia di Numa. Questo approccio non solo preserva l’identità dei luoghi, ma permette di integrare innovazione e tradizione, offrendo esperienze uniche agli ospiti.
Per Dimitri Chandogin, co-founder e presidente di Numa, il mercato immobiliare italiano è uno dei più frammentati d’Europa, con la proprietà concentrata in aziende private a conduzione familiare. «Il mercato immobiliare italiano è uno dei più frammentati d’Europa, con la proprietà concentrata principalmente in aziende private a conduzione familiare, che detengono asset eterogenei, dalle semplici acquisizioni alle complesse ristrutturazioni», ha affermato Chandogin. Secondo lui, la scelta di un operatore non riguarda solo la gestione quotidiana, ma la capacità di accompagnare progetti immobiliari con caratteristiche e tempi differenti. Con le cinque nuove strutture, Numa rafforza la sua presenza in Italia, allineandosi a una strategia di espansione europea che coinvolge oltre 40 città in 15 Paesi. Questo modello di partnership e riqualificazione rappresenta un’innovazione nel settore dell’ospitalità, combinando tecnologia, gestione e rispetto per il patrimonio storico italiano.
La flessibilità del modello di Numa è un fattore chiave per l’integrazione in immobili storici.
La tecnologia permette di gestire immobili con esigenze operative diverse, mantenendo una struttura comune.



