Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 30 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

Vincenzo Federici, 96 anni, costruisce un impero della naftalina da zero

Vincenzo Federici, 96 anni, costruisce un impero della naftalina da zero, da un laboratorio casalingo a un’azienda con 200 dipendenti

Vincenzo Federici, 96 anni, ha costruito un impero della naftalina da zero, partendo da un laboratorio casalingo e trasformandolo in un’azienda con quasi 200 dipendenti e bilanci da far gola alle multinazionali. NATO a Gazoldo degli Ippoliti, un paese di tremila abitanti ai bordi della Postumia, Federici ha vissuto una vita di successo e dedizione, diventando un simbolo di resilienza e innovazione. Con l’amico Steno Marcegaglia, anch’egli originario del paese, ha costruito un’industria che oggi rappresenta un pilastro economico locale. La sua storia, raccontata con semplicità e orgoglio, è un esempio di come l’imprenditorialità può nascere da un’idea e crescere con determinazione.

Da un laboratorio casalingo a un’azienda moderna

Federici ha iniziato la sua avventura imprenditoriale con un laboratorio casalingo, un’idea che nel tempo si è trasformata in una fabbrichetta e poi in un’azienda di successo. Nel 1959, il laboratorio si è allargato in un sottoscala, e da lì è nata la sua attività. L’imprenditore ha diversificato la produzione di naftalina, destagionalizzandola, e nel 2008 è stato il primo a introdurre la robotizzazione nella lavorazione. La fabbrica di Pastella, oggi molto più grande e moderna, è un simbolo del suo lavoro e della sua capacità di innovare. La sua azienda, nata da un’idea semplice, è oggi un’istituzione locale.

Un’infanzia difficile e un’educazione di valore

Federici ha vissuto un’infanzia difficile, con cinque fratelli e un padre che faceva l’arrotino. La sua famiglia, pur non avendo molto, ha insegnato a lui e ai suoi fratelli il valore del sacrificio e della generosità. Ricorda con commozione come suo padre, Andrea, regalasse un mezzo salame a una famiglia in difficoltà, anche se lui stesso non aveva da mangiare. Questi episodi hanno formato il carattere di Federici, che ha sempre cercato di fare del bene e di rispettare le persone. La sua carità e la sua passione per il lavoro lo hanno portato a costruire un’azienda non solo profittevole, ma anche solidale.

La sua carriera è iniziata vendendo saponi e creme da barba al mercato, ma presto ha capito che il suo destino era diverso. A 13 anni, ha iniziato a viaggiare in treno merci per rifornirsi a Milano, un’esperienza che lo ha segnato. Lì, ha imparato a conoscere il mondo e a sognare più in grande. Con l’aiuto di un impiegato in una ditta all’ingrosso di San Siro, ha iniziato a produrre palline antitarme, una tecnologia che oggi è diventata un pilastro del suo business. La sua capacità di adattarsi e innovare lo ha portato a diventare un leader nel settore.

Un legame con l’amico Steno

Federici ha sempre avuto un forte legame con Steno Marcegaglia, un altro imprenditore di successo nato a Gazoldo degli Ippoliti. Erano amici da bambini, entrambi del ’30, e hanno condiviso le sfide e le opportunità del Dopoguerra. Steno ha iniziato con il decapaggio di rivetti metallici, e presto ha dato capannoni a un compaesano in cerca di fortuna, tra cui Federici. Il loro rapporto è stato un’alleanza di fiducia e rispetto, che ha contribuito al successo di entrambi. Federici ricorda Steno come un esempio di determinazione e coraggio, e lo ha sempre onorato con il suo lavoro.

Oggi, a 96 anni, Federici si gode la sua vita, ma non smette di pensare al passato. A volte, quando va a visitare il cimitero, si ferma davanti alla tomba di Steno e gli dice in dialetto: “Aspettami, ma senza fretta”. Una frase che racchiude l’essenza della sua vita: la determinazione, la generosità e l’amicizia. La sua storia è un esempio di come l’imprenditorialità può nascere da un’idea e crescere con la passione e la dedizione.

Leggi anche