Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 30 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Salute

Nuovi casi di coronavirus in autunno, XFG sotto osservazione. Figliuolo: «In futuro nuove pandemie»

Nuovi casi di coronavirus in autunno, XFG sotto osservazione. Figliuolo: «In futuro nuove pandemie»

Un aumento dei casi in autunno, ma non una nuova emergenza

Nel mese di settembre 2026, il coronavirus torna a circolare in modo più significativo in Italia e in diversi Paesi europei, con un aumento dei casi registrati. Secondo i dati della settimana compresa tra il 7 e il 13 settembre, sono stati segnalati 128 nuovi casi in Italia, di cui 74 in Lombardia, che rappresentano più della metà del totale nazionale. La ripresa dei contagi si colloca all’interno di un quadro epidemiologico che, sebbene in crescita, non raggiunge i livelli di emergenza sanitaria degli anni della pandemia. Le autorità sanitarie non hanno indicato una nuova emergenza, ma hanno concentrato l’attenzione sul monitoraggio delle varianti e sull’andamento dei casi, con caratteristiche cliniche simili a quelle osservate nelle ultime fasi della pandemia. La situazione non viene però descritta come una nuova emergenza.

Le varianti in evoluzione: XFG e la famiglia Omicron

La storia delle varianti del virus SARS-CoV-2 ha visto un’evoluzione continua, con mutazioni che si sono sviluppate attraverso una lunga serie di sottolignaggi. Molti dei ceppi attualmente monitorati derivano proprio dalla famiglia Omicron, in particolare dalla linea JN.1. Tra le varianti seguite dalle autorità sanitarie internazionali c’è XFG, classificata dall’Organizzazione mondiale della sanità come variant under monitoring. L’OMS l’ha incluso nel monitoraggio nel giugno 2025 e continua a seguire la sua diffusione. Anche l’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, mantiene XFG tra le varianti sotto osservazione. Nei dati disponibili a settembre 2026, l’agenzia europea segnala una presenza dominante di XFG tra le sequenze comunicate, senza evidenze di un aumento della gravità rispetto alle varianti precedenti. La sorveglianza resta comunque importante.

Nello stesso periodo sono cresciuti anche diversi altri indicatori respiratori e infettivi, a conferma di un quadro stagionale più ampio e non riconducibile esclusivamente al coronavirus. Il dato francese mostra quindi come la ripresa delle infezioni respiratorie stia interessando più Paesi europei con l’avvicinarsi della stagione autunnale. La presenza di sintomi respiratori non permette da sola di stabilire se si tratti di Covid, influenza o di un’altra infezione virale. Con l’arrivo dell’autunno, infatti, diversi virus respiratori possono circolare contemporaneamente e la distinzione può richiedere un test.

Sul tema della preparazione alle future emergenze sanitarie, il generale Francesco Figliuolo ha espresso preoccupazioni. «Ci saranno in futuro altre pandemie, penso all’antimicrobico-resistenza, le zoonosi con i salti di specie», ha detto, sottolineando la necessità per Italia ed Europa di mantenere una maggiore autonomia nella disponibilità di dispositivi e farmaci. Secondo il generale, la pandemia ha mostrato i rischi legati alla dipendenza dalle catene produttive internazionali e all’aumento dei costi logistici. Per questo, ha sostenuto, a livello europeo sarebbe necessario trovare un equilibrio tra la disponibilità delle materie prime e la capacità dell’industria di riconvertirsi rapidamente in caso di nuove emergenze. La dipendenza dalle catene produttive internazionali rappresenta un rischio.

Leggi anche