Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 30 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cronaca

Violenza digitale e revenge porn: una donna denuncia il compagno per aver pubblicato le sue foto senza consenso

Una donna denuncia il compagno per averla costretta a partecipare a giochi erotici e pubblicato le sue foto senza consenso, un caso emblematico di revenge porn.

Una donna ha denunciato il compagno per averla costretta a partecipare a giochi erotici e per aver pubblicato le sue fotografie sui social network senza il suo consenso. Il caso, emerso nel 2025, è stato raccontato durante un convegno dedicato al decennale di attività del centro anti violenza “Stella Antares”, che opera in diverse località in Italia. L’episodio rappresenta un esempio emblematico di violenza digitale, un fenomeno in crescita che coinvolge sempre più donne, spesso in contesti di relazioni di coppia.

Un fenomeno in crescita

Secondo i dati 2015-2025, nel 70% dei casi le destinatarie del servizio sono state donne italiane, e nel 50% dei casi la violenza è stata perpetrata dal marito o dal compagno. Il fenomeno della violenza digitale, che include episodi di persecuzione, minacce o stalking attraverso i social network, si sta diffondendo in modo preoccupante. Il caso della vittima di revenge porn, che ha visto la sua immagine condivisa senza consenso, è solo uno dei tanti che testimoniano l’emergere di una forma di abuso sempre più complessa e difficile da smascherare. La violenza spesso si trasmette di padre in figlio, ha sottolineato la dottoressa Catia Morellato, referente dell’Usl sul tema. «La casa è spesso il posto meno sicuro ed è dovere del personale medico vedere i segni della violenza domestica anche al di là delle dichiarazioni che fanno le donne, che a volte minimizzano».

Un sistema di supporto in crescita

Il centro anti violenza “Stella Antares”, il primo in Italia a dedicarsi a questo tema, ha registrato circa 1150 accessi nei suoi 5 sportelli. L’organizzazione, nata a Montebelluna nel 2015, ha visto l’apertura di sedi in altre città come Valdobbiadene, Asolo, Vedelago e Pieve di Soligo. Accanto a “Stella Antares”, esiste anche il “Cambiamento Maschile”, un servizio che ha visto 517 accessi di uomini autori di violenza, con il 67% di origine italiana e il 33% straniero.

La violenza di genere si conferma un fenomeno trasversale, con un’età media compresa tra i 25 e i 64 anni. Tra le vittime, 295 hanno una licenza media, 343 un diploma di scuola superiore e 102 laureate. Questi dati dimostrano che la violenza non è limitata a una sola classe sociale o a un determinato livello di istruzione, ma colpisce donne di ogni contesto. La violenza contro le donne anziane è in aumento, con ben 85 over 65 che si sono rivolte agli sportelli di Una Casa per l’Uomo. «Per questa fascia d’età, caratterizzata da molteplici vulnerabilità legate alla salute fisica o mentale e a equilibri familiari complessi, si aprono nodi critici cruciali, legati soprattutto alla costruzione di un percorso di vita autonomo».

Leggi anche