La Asl di Pescara ha ignorato la graduatoria per l’assunzione di dirigenti amministrativi, un comportamento che ha suscitato l’attenzione del capogruppo di Azione in consiglio regionale, Enio Pavone, che ha sollevato la questione in un’interpellanza rivolta all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì. L’interpellanza riguarda la delibera 940 del 17 giugno 2026, con cui l’azienda ha indetto un avviso per titoli e colloquio per un incarico triennale, senza attingere alla graduatoria vigente. Pavone ha sottolineato come questa scelta contraddica l’articolo 10 della legge regionale 22 luglio 2024, numero 24, che impone alle aziende sanitarie abruzzesi di coprire i posti di dirigente amministrativo attingendo alle graduatorie esistenti prima di bandire nuove procedure.
Le aziende sanitarie non rispettano la legge
La Asl di Pescara non è l’unica a violare questa normativa. La Asl dell’Aquila ha perso davanti al Tar Abruzzo per aver bandito un concorso per due posti senza motivare la scelta di non usare la graduatoria, e a oggi non ha dato esecuzione alla pronuncia: gli idonei hanno presentato ricorso per inerzia. La Asl di Teramo ha attinto alla graduatoria dell’Izs solo dopo l’ordinanza cautelare numero 239 del 2025 del Consiglio di Stato. La Asl di Chieti ha revocato un avviso di mobilità dopo le proteste degli idonei e dei sindacati, per poi assumere dalla graduatoria. Il caso di Pescara, però, è il più recente e, secondo Pavone, il più contraddittorio: nella delibera 940 l’azienda ha dichiarato di non disporre di una graduatoria utile, ma il 3 marzo 2026, con la delibera 263, aveva già assunto a tempo indeterminato un dirigente amministrativo proprio dalla graduatoria dell’Izs.
Le aziende non rispettano la legge solo per i dirigenti amministrativi. Pavone ha sottolineato come le aziende rispettino la legge per tutti gli altri profili, ma la aggirino solo per i dirigenti amministrativi, pur riconoscendo nei loro stessi atti di averne bisogno. L’assessore Verì ha confermato l’assunzione di marzo e ha riferito che il nuovo avviso riguarda un incarico a tempo determinato, fondato sull’articolo 15-septies del decreto legislativo 502/1992, per la funzione di responsabile della protezione dei dati. La Regione ha annunciato verifiche sulle aziende sanitarie.
La legge non è rispettata per i dirigenti amministrativi
Pavone non si è detto convinto dalla giustificazione. «Ringrazio l’assessore Verì per la puntualità e per l’impegno a far rispettare la legge regionale», ha replicato, «ma la giustificazione della Asl di Pescara non regge. Se un’azienda cerca una professionalità specialistica, la indica nel bando. La delibera 940 chiede soltanto una laurea magistrale o specialistica, senza specificare quale e senza richiamare i requisiti dell’articolo 70 del Dpr 483 del 1997, che disciplina l’accesso al profilo di dirigente amministrativo nel Servizio sanitario nazionale. Per assurdo potrebbe vincere un ingegnere gestionale, che andrebbe inquadrato tra i dirigenti tecnici. Come farebbe la Asl ad assumerlo come dirigente amministrativo?».
La legge deve essere rispettata in ogni caso. Il capogruppo di Azione ha annunciato che continuerà a seguire la vicenda, ricordando i poteri che la legge e la Costituzione affidano alla regione sulla sanità: programmazione del fabbisogno di personale, programmazione triennale, coordinamento e monitoraggio del programma operativo regionale. «I direttori generali delle Asl non sono monarchi assoluti calati dall’alto», ha concluso Pavone. «Devono rispettare le leggi, le regole e i poteri che la Regione Abruzzo esercita sulla sanità».



